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Tirrenia e Moby si vantano: "Da noi pochi stranieri tra il personale". E sui social ? polemica

Tirrenia e Moby si vantano: "Da noi pochi stranieri tra il personale". E sui social ? polemica
Una delle pagine della campagna Moby Tirrenia
ROMA - "Naviga Italiano", ma lo slogan pubblicitario di Tirrenia e Moby stavolta balla sull'onda delle polemiche, soprattutto sui social network. La campagna, firmata dalla prestigiosa agenzia Armando Testa, pubblicizza le compagnie di navigazione della Onorato Armatori ed è stata rilanciata in questi giorni su alcuni quotidiani e nei canali sociali. Il fatto che punti tutto sulla "italianità" dell'azienda e dei suoi dipendenti, però, a pochi giorni dall'esito di un voto che ha premiato certi sentimenti 'nazionalisti' ha scatenato moltissimi commenti negativi sul web.
Tra i primi a scandalizzarsi è stato Marco Faccio, tra l'altro ex dipendente dell'agenzia Testa che oggi lavora altrove: "In quanto pubblicitario, mi sarei rifiutato di dare questo messaggio" e aggiunge l'hashtag #piuttostoanuoto. Su Twitter più lapidaria è stata la scrittrice Michela Murgia: "La spudorata e discriminatoria campagna pubblicitaria di @TirreniaIT. Gli altri aggettivi trovateli voi".
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Seguono decine di commenti e annunci di boicottaggio: c'è chi dice "Piuttosto vado a nuoto", ma anche "Quest'estate Corsica Ferries". La battuta più gettonata resta invece "Italiani come Schettino", rimandando al comandante della Costa Concordia che naufragò all'Isola del Giglio. Inutile commentare nella pagine Facebook di Moby e Tirrenia: qualsiasi appunto critico viene immediatamente cancellato.
[media=https://twitter.com/KelleddaMurgia/status/973168253739692032?ref_src=twsrc^tfw]

La difesa del "made in Italy", insomma, viene bocciata da molti se passa attraverso discriminazioni 'etniche' nella scelta del personale. L'accusa principale mossa alla campagna pubblicitaria è infatti il vantarsi di avere solo il 6% di lavoratori stranieri: "Onorato Armatori - è scritto in una nota del gruppo - ha circa 4.750 lavoratori, dei quali meno del 6% è straniero. Ed è proprio questo il messaggio che si vuole lanciare: navigare con il Gruppo Onorato Armatori vuol dire anche difendere il lavoro e la dignità dei nostri connazionali, perché una nave che batte bandiera italiana deve avere marittimi italiani, e non tanti extracomunitari sfruttati e con stipendi da fame".
Il messaggio sembra anche insinuare che in altre compagnie sia pratica corrente assumere e sottopagare lavoratori stranieri, ma sul web non manca chi fa notare che anche gli stranieri possono essere qualificati e ben pagati, mentre molti cittadini sardi postano lo slogan "Naviga napoletano", ironizzando sulla provenienza regionale della stragrande maggioranza dei dipendenti di Tirrenia e Moby.
Per l'armatore Vincenzo Onorato, peraltro, non è una novità la difesa dei marittimi italiani. Anni fa si fece ardente sostenitore del cosiddetto emendamento Cociancich (dal deputato Pd primo fimatario) che limitava l'attribuzione di benefici fiscali agli armatori italiani che impiegavano quasi esclusivamente marittimi italiani. Approvato da Camera e Senato nel 2016 l'emendamento è stato poi bloccato dal dicastero Del Rio, ed è tornato alla ribalta poco prima delle elezioni, quando Beppe Grillo e Luigi Di Maio e Giorgia Meloni hanno assicurato solidarietà all'associazione Marittimi per il Futuro nella loro sede di Torre del Greco.
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