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La lettera a Repubblica Bari: "Reddito di cittadinanza, altro che fake news"

"Cara Repubblica, sono rimasta stranita da come è stata affrontata la notizia delle richieste per il reddito di cittadinanza. Non riesco a capire cosa è accaduto: da una parte ci sono i 5 Stelle, così come molti giornalisti di alcune testate come Il Fatto Quotidiano, che dicono che non ci sono state richieste per ottenere già quanto promesso in campagna elettorale dal Movimento.
Dall'altro ci sono i giornali, come il vostro, che invece raccontano una storia diversa, intervistando i vari responsabili dei Caf. E' possibile vivere in un paese in cui non è possibile sapere esattamente come stanno le cose? Vivere nella sfiducia totale nei confronti di chi ci dà informazioni significa vivere in una democrazia imperfetta. Io ho paura di vivere in un paese in cui un partito o un movimento decida cosa è vero e cosa è sbagliato e offra un'unica narrazione delle cose bollando tutto il resto come falso. Ma ho anche paura di un paese in cui i giornali e le televisioni non fanno il loro mestiere raccontando, chissà per quali motivi, bugie e falsità. (Stefania Rubino)
·LA RISPOSTA DI GIULIANO FOSCHINI

Cara Stefania, trovo inelegante parlare di se stessi. Però probabilmente, a questo giro, è il caso. Riepilogo: La Gazzetta del Mezzogiorno pubblica la notizia sulle prime richieste di info per il reddito di cittadinanza. La storia era rilevante, evidentemente. E non per farci ironia. Ma perché certificava come i 5 Stelle avessero intercettato un'esigenza (la mancanza di lavoro) e articolato una risposta credibile (il reddito di cittadinanza).
Questo giornale, come altri, ha ripreso la notizia.E approfondita: la nostra Anna Puricella è andata all'Urban Center di Bari dove le hanno raccontato che una cinquantina di persone avevano chiesto informazioni sui moduli necessari per avere accesso alla misura. Il nostro sito all'inizio ha sottotitolato "assalto ai Caf". Questi i fatti.
Veniamo al resto: nel pomeriggio gli esponenti del Movimento hanno fatto due cose. Hanno chiuso nel suo ufficio il responsabile dell'Urban Center di Bari per concordare una dichiarazione. E preso a bombardare e bollare sui social, accompagnati da autorevoli commentatori di area, la notizia come 'fake news'.
Domanda: cosa era falso? Cosa era fake? Le richieste c'erano state, in Puglia come in tutto il Sud. "Era falsa l'allocuzione assalto ai Caf", mi è stato risposto. A parte che 50 persone in un ufficio in poche ore, poche non sono, segnalo una cosa: spostare l'attenzione dalla luna al dito, non è un fake. Ma una manipolazione retorica per zittire chi si permette di dire cose scomode. Si tratta, da sempre, dell'esercizio preferito dai potenti.
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