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Firenze: oltre diecimila persone al corteo in memoria di Idy

In memoria di Idy Diene. Sul ponte, tra i fiori una scritta: "Buonanotte fratello". Uno con un cartello in mano: "Io non ho paura". A Firenze, da ogni angolo d'Italia. In auto, in treno, in bus. Per manifestare sì. Ma soprattutto per ricordare Ivy: il cittadino senegalese ucciso lunedì scorso da un pensionato fiorentino, Roberto Pirrone, sul ponte Vespucci. Sono più di diecimila le persone che hanno partecipato alla manifestazione, organizzata dalla comunità senegalese in Toscana. Ci sono le associazioni locali e rappresentanze della comunità senegalese da altre città. Acuni sono arrivati in pullman: tre quelli partiti da Bergamo questa mattina. Altri arrivano da Macerata, dove il 3 febbraio scorso sei persone sono morte durante un raid razzista.
In piazza anche tanti italiani: famiglie con bambini, ragazzi, anziani. Un clima diverso da quello che aveva segnato la manifestazione di martedì, sempre a Firenze, con momenti di tensione e contestazioni al sindaco Dario Nardella. La marcia silenziosa è stata interrotta solo dai cori. "Giustizia, giustizia", gridano gli amici di Idy. "Pace pace", intona un gruppo in testa al corteo. "Siamo tutti antirazzisti e antifascisti", cantano altri. Il corteo antirazzista è partito pochi minuti dopo le 15 da piazza Santa Maria Novella e ha sfilato per le strade del centro storico fino al ponte Vespucci, dove è stato ucciso l'ambulante senegalese, per poi fare ritorno in Santa Maria Novella. Le forze dell'ordine hanno presidiato a distanza il lungo serpentone per prevenire eventuali contestazioni. Ma non c'è stato bisogno di intervenire. Un corteo variopinto: c'era l'Anp, c'era l'Arci, c'erano politici e fiorentini. I negozi sono rimasti aperti, la marcia si è svolta tra le auto in sosta e gli operai dei cantieri al lavoro, senza nessun problema. La stessa comunità senegalese ha organizzato una sorta di servizio d'ordine.
Firenze, in memoria di Idy Diene migliaia di persone in corteo contro il razzismo
"A Firenze faremo una giornata funebre per ricordare Idy ancora una volta. Sarà una giornata di lutto cittadino", l'annuncio del sindaco di Firenze Dario Nardella, che ha raggiunto il corteo antirazzista all'altezza di Lungarno Soderini. Nardella, che ha subito incontrato una rappresentanza della comunità senegalese, ha ringraziato la famiglia di Diene e ha aggiunto: "Firenze è una città aperta, dobbiamo essere uniti contro ogni differenza". Il sindaco ha partecipato al corteo insieme all'atleta senegalese Moussa Fall, mezzofondista classe 1963 che ha partecipato a due olimpiadi ed è stato più volte vicecampione africano degli 800 metri. Al corteo anche altri rappresentanti di Palazzo Vecchio: dalla vicesindaca Cristina Giachi agli assessori Alessia Bettini, Federico Gianassi e Sara Funaro.
Bandiere delle pace e del Senegal sono state sventolate durante tutto il corteo. Tantissimi gli striscioni e le scritte in ricordo di Idy. "Era un uomo di pace, la città ti abbraccia" si legge su uno dei tanti cartelli esposti. "Non vogliamo fare casino", recita un altro manifesto. "Per non dimenticare Samb e Diop", la scritta su un altro cartellone in memoria di Samb Modou e Diop Mor, uccisi nel 2011 a Firenze da Gianluca Casseri, simpatizzante di estrema destra, che poi si suicidò
"Credo che ci sia la possibilità di ripartire da questa giornata e segnare un nuovo rapporto di vicinanza fra il nostro popolo che è uno soltanto, volto alla pace e alla convivenza civile", ha detto Izzedin Elzir, imam di Firenze e presidente dell'Ucoii, che ha partecipato alla manifestazione. "Ringraziamo tutti i cittadini fiorentini - ha aggiunto - che hanno voluto partecipare alla giornata di oggi e che in questi giorni hanno mandato decine di messaggi di solidarietà per quello che è avvenuto. Questo dimostra ancora una volta che siamo una famiglia unita". In contemporanea anche a Napoli si è svolto un corteo in ricordo di Diene. Alla fine dell'iniziativa i manifestanti hanno esposto uno striscione su uno dei balconi del municipio con la scritta "Restiamo Umani".
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