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San Giuliano, sequestrato il centro commerciale: ex sindaco sotto inchiesta per corruzione

Il centro commerciale di San Giuliano, una galleria di 60 negozi, e il cinema multisala collegato sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Lodi su decreto del gip del tribunale di Lodi, su richiesta della procura. Il centro, che sorge lungo la via Emilia all’ingresso della cittadina, sarebbe stato realizzato negli anni scorsi grazie - dicono le accuse - alla corruzione dell’ex sindaco Marco Toni, dell’allora vicesindaco, dell’assessore ai lavori pubblici e del dirigente del settore Tecnico e sviluppo del territorio del Comune.
Gli amministratori avrebbero agevolato la società Milpar srl di Milano, i cui vertici sono indagati per frode fiscale, che “in data 25.05.2009 – recita una nota della finanza – aveva firmato una convenzione con il comune di San Giuliano Milanese che prevedeva un intervento di riqualificazione, di oltre 50 milioni di euro per la costruzione di un centro commerciale, di un complesso alberghiero residenziale, di una stazione ferroviaria, nonché di altre opere di urbanizzazione di fatto mai realizzate”. Il centro fu costruito tra il 2010 e il 2013.
In sostanza, gli imprenditori sono riusciti ad “ottenere, mediante una consolidata struttura corruttiva basata su una ramificata rete di conoscenze, di consenso e di rapporti duraturi all’interno del comune di San Giuliano Milanese, tutti gli atti autorizzativi necessari alla realizzazione del centro commerciale San Giuliano in violazione delle norme di legge”.
L’ex sindaco e gli altri amministratori “attraverso omissioni ed illecite influenze, hanno concesso il permesso di costruire omettendo di far depositare le polizze fideiussorie e in un secondo momento facendole depositare false”. Inoltre il gruppo imprenditoriale “attraverso cessioni simulate ed un sistema di fatture false per oltre 140 milioni di euro, hanno ottenuto indebiti vantaggi di imposta di fatto reimpiegati per la costruzione del centro commerciale; in un caso è stato anche creato artatamente un credito Iva fittizio per il quale la società proprietaria del centro ha ricevuto nel 2015 un bonifico dall’Agenzia delle Entrate di oltre 7 milioni di euro”. Il valore dei beni sequestrati ammonta a circa 17 milioni di euro.
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