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Scajola, ennesima assoluzione e domani annuncia la candidatura a sindaco di Imperia

Scajola, ennesima assoluzione e domani annuncia la candidatura a sindaco di Imperia
(ansa)
Claudio Scajola colleziona l’ennesima assoluzione nell’ennesimo processo in cui la procura aveva chiesto che andasse prosciolto. E’ il miglior modo per prepararsi all’annuncio che terrà domani pomeriggio e che sembra ormai il segreto di Pulcinella: “u ministru”, come qui lo chiamano tutti, si candiderà per le comunali di Imperi di primavera. Proverà a fare di nuovo il sindaco di Imperia, ovvero occupare la poltrona che negli anni ’80 fu il suo debutto sulla scena politica. Debutto travagliato visto che venne arrestato e- naturalmente – assolto nonostante una serie di fatti a contorno mai chiariti del tutto.

I suoi guai giudiziari però non sono del tutto finiti. E’ ancora imputato a Reggio Calabria nel processo che lo vede accusato di aver tentato di favorire la latitanza di Amedeo Matacena. In realtà, ha spiegato Scajola ed emerge dagli atti il suo fu soprattutto un interessamento alla moglie, bionda e affascinante, dell’ex politico latitante a Dubai.

L’ultima assoluzione, perché il fatto non sussiste, era per il reato di finanziamento illecito a singolo parlamentare. Scajola era accusato di aver ottenuto sconti particolari sui lavori di ristrutturazione di Villa Ninina, la residenza imperiese di famiglia. La sentenza è stata emessa dal giudice Caterina Lungaro a conclusione della replica del pm Alessandro Bogliolo che in requisitoria aveva già chiesto l'assoluzione.

Assolto anche l'imprenditore Ernesto Vento, titolare dell'azienda che eseguì gli interventi a partire dal 2004. L'accusa sosteneva che i pagamenti per la ristrutturazione della villa erano inferiori al valore effettivo. Scajola ha sempre negato gli addebiti. Il perito definì 'congrue' le cifre pagate da Scajola. L'ex ministro è stato anche assolto dall'accusa di arricchimento patrimoniale in capo al singolo parlamentare per il ritardo con cui pagò i 705 mila euro dello stato di avanzamento dei lavori con il contestato danno patrimoniale dell'impresa e mancato pagamento degli interessi.

"Non posso non ricordare chi mi è stato vicino sempre, così come, con un pò di tristezza, non riesco a dimenticare chi ci ha speculato sopra e coloro, a me vicini, che non mi sono stati vicini". Lo ha detto l'ex ministro Claudio Scajola uscendo dal tribunale di Imperia dopo l'assoluzione dalla accusa di finanziamento illecito a singolo parlamentare. "E' finito un periodo - ha detto Scajola -, ne inizierò un altro".

Questa assoluzione ed altre precedenti per accuse piuttosto sorprendenti (il traffico di anfore rubate, abusi edilizi nel parco di casa) hanno avuto l’effetto boomerang di allontanare la figura di Scajola dal giudizio storico sul suo operato politico e sulla sua concezione del potere, fatto di radicamento, occupazione di poltrone da parte dei suoi fedelissimi, legami con gli imprenditori, trasformandolo invece in una sorta di perseguitato.

Anche l’imbarazzante vicenda della casa al Colosseo pagata a “sua insaputa” si è ormai rarefatta nella memoria collettiva. A Imperia sono in molti a volerlo di nuovo sindaco. Paradossalmente chi non lo vuole è proprio il centro destra. Perlomeno quello rappresentato da Giovanni Toti, dal nipote Marco Scajola e dal leghista Edoardo Rixi. Si annuncia un braccio di ferro che, però, sembra galvanizzare “u ministru”.
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