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Insegnano integrazione, uguaglianza e tecnologia: ecco i dieci migliori prof al mondo

Insegnano integrazione, uguaglianza e tecnologia: ecco i dieci migliori prof al mondo

ROMA - Sono i dieci migliori professori del mondo. Vengono dal Brasile e dagli Usa, insegnano in Norvegia, Belgio, Sudafrica e Filippine, hanno studenti appassionati e riottosi in Inghilterra, Turchia e Colombia. Usano tecnologie per aiutare i giovani a studiare nei campi profughi al di là del mare, la creatività per insegnare inglese, applicano matematica e hi tech perché si costruiscano un futuro. Tra integrazione e uguaglianza, tra sapere, tecnologia e creatività.
Arrivati dai cinque continenti, sono i dieci finalisti del premio World teacher prize della Varkey foundation, che verrà consegnato a Dubai a marzo. In palio un milione di dollari da utilizzare per progetti scolastici.
La candidata italiana

Prima dell’ultima selezione, tra i cinquanta giunti in finale e scelti tra oltre 30mila segnalazioni di 173 paesi, c’era anche un’italiana, Lorella Carimali. Docente di matematica al liceo scientifico Vittorio Veneto di Milano, eletta nel 2017 tra i top ten italiani per passione e creatività, pragmatismo e solidarietà declinate da trent’anni nelle aule lombarde. Partendo da una casa di ringhiera, prima a laurearsi in famiglia, per arrivare ad insegnare l’amore per i numeri anche grazie al teatro.
L’anno scorso a conquistare il premio da un milione di dollari era stata la canadese Maggie Mac Donnel, che da anni lavora in condizioni durissime con passione nella comunità Inuit ai confini del Polo, dove freddo, mancanza di futuro e di lavoro sono i veri nemici da combattere in una società che ha perso le sue radici e tradizioni.
I finalisti

Diverse le storie dei finalisti 2018, i continenti, il background. Tra loro Koen Timmers, belga che insegna computer ma soprattutto ha creato il progetto Kakuma, un’iniziativa per la quale ora più di 100 docenti insegnano ai giovani rifugiati africani via skype. Tutto è cominciato quando gli è arrivata una richiesta di aiuto dal campo rifugiati in Kenya, ha deciso subito di rimboccarsi le maniche, ha inviato grazie al crowdfunding 30 computer, pannelli solari e infrastrutture. Il risultato è che ora 20mila studenti di 40 paesi hanno istruzione gratuita, on line, a distanza.
Andria Zafirakou insegna in una delle regioni più povere e multiculturali della Gran Bretagna, dove si parlano 130 lingue diverse, dove i ragazzini sopravvivono tra malavita, guerre tra gang, tradizioni diversissime. Mediando tra i vari insegnamenti, tra famiglie e professori, Andria, che è docente di arte, ha aiutato a far vincere concorsi di matematica, tornei di cricket alle ragazze i cui genitori non volevano vederle in sport considerati maschili.
La forza di Eddie Woo, australiano, è invece la collaborazione tra studenti: i più grandi fanno da tutor ai più piccoli per aumentare la loro autostima e capacità matematiche. Ha poi cominciato a filmare le lezioni per gli studenti malati ed ora ha 60mila alunni nel mondo on line
In una regione povera di mezzi e scuole della Turchia, Akkus Nurten ha fondato il suo primo asilo. Convinta che nulla sia impossibile, ha lavorato duro e ora molti dei suoi alunni, prima quasi incapaci di socializzare, sanno leggere e scrivere, i disturbi comportamentali sono crollati. E grazie al progetto “papà raccontami una storia”, ha coinvolto gli uomini nell’educazione dei figli.
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