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Il prof del D'Oria difende la scuola ma attacca "zingari" e"ius soli"

Un professore del liceo DOria scrive una lunga lettera a Repubblica per contestare duramente gli articoli che, prendendo spunto dai modelli di auto valutazione della scuola, hanno fatto piovere su uno dei simboli di Genova le accuse di essere classista e razzista. Il dibattito in questi gironi è stato molto acceso e la stessa preside aveva respinto queste definizioni spiegando che si era letta solo una parte della valutazione e che forse quelle righe non erano state scritte correttamente e avevano potuto generare impressioni sbagliate.

Il professor Andrea Del Ponte bacchetta ancor più duramente Repubblica, respingendo le accuse. Il professore definisce il nostro un giornale asservito al potere finanziario e politico.

Il professore, però, sulla sua pagina Facebook non sembra essere così neutrale ai temi che avevano generato le polemiche ovvero considerare lassenza di nomadi e studenti poveri un elemento positivo della scuola.

Il docente del DOria infatti sembra avere le idee molto chiare sia in tema di ius soli visto che pubblica un post in cui invita a firmare un appello del Giornale contro la proposta del Pd, sia sul tema spinoso dei nomadi. Ecco cosa scrive accanto ad un articolo sui furti: Oh, se nell'articolo, in cui si parla delle attività ladresche di una banda di donne bosniache, prima a Roma poi a Genova, cercaste l'aggettivo "nomadi" o "zingare" o anche solo "rom", fatichereste invano. La censura politicamente corretta rende non credibile questa stampa di quart'ordine.

Insomma la buona stampa è quella che scrive zingari.

Idee precise quel delle prof anche sui migranti. E durissimo il prof sulliniziativa Unicef ei lasciti per aiutare i bimbi del terzo mondo: Ho capito che stanno pianificando l'annientamento dell'homo europaeus, ma qui stiamo esagerando. "Fare testamento per l'UNICEF è facile, inviaci il coupon e ti spediremo GRATUITAMENTE(!) la brochure informativa" - recita la pubblicità. Ma questi sono completamente scemi. O credono scemi noi.

La difesa delluomo europeo è una delle priorità del docente. Ma anche di quelle che lui ritiene valori da difendere. Ad esempio accanto ad una foto di un festoso corteo gay pubblica il commento: Ah, perché non siamo ad Istanbul.

Altri pensieri del prof li potete leggere nelle foto allegate. Il DOria non sarà sicuramente classista né razzista ma le opinioni di un prof fra i più considerati del liceo, seppur legittime, potrebbero non apparire, per qualcuno, la perfetta dimostrazione di quellapertura mentale sottolineata dalla preside.
Il prof del D'Oria: "Non siamo razzisti", ma attacca "zingari" e"ius soli"
Di seguito la lettera del professor Del Ponte:
"Molto rumore e scandalo ha suscitato larticolo uscito l8 febbraio su Repubblica, per la firma di Corrado Zunino, sul presunto classismo e razzismo espresso nel loro Rapporto di Valutazione (RAV) da alcuni dei licei più prestigiosi e selettivi del Paese, tra cui il genovese DOria e il romano Visconti. La sua lettura ha prodotto in me innanzitutto un senso di disagio e di tristezza. Tristezza per lo scandalismo di piccolo cabotaggio nel quale sta sprofondando quello che un tempo si autonominava orgogliosamente Quarto Potere; disagio per lincapacità proprio filologica di saper leggere e interpretare correttamente dei documenti, quali sono i RAV, per di più trascegliendo con malizia i passi più utili alla propria tesi precostituita, ignorandone altri. Un quotidiano importante come Repubblica meriterebbe di meglio, anche per invertire il tracollo delle vendite che nellultimo anno lha portata a perdere quasi 30.000 copie al giorno (fonte ADS: Accertamenti Diffusione Stampa). Il cattivo giornalismo non paga. Ed è cattivo quando, invece di perseguire la verità dei fatti, li deforma, li plasma, li amplifica e li lancia contro i nemici come fossero missili. Ma il Quarto Potere non va esercitato sentendosi degli emuli in sedicesimo di Kim Jong Un. Noi lo spieghiamo bene, già in III Liceo classico, parlando di Erodoto, il Padre della Storia: i fatti e le fonti vanno esaminati, ponderati, se possibile visti con i propri occhi, e infine esposti così come sono, senza sovrastrutture ideologiche o di parte. E lABC di una comunicazione seria. Lo spieghiamo a tutti: ricchi e poveri, europei o di altra etnia, cristiani o di altre religioni, figli di notai o di fruttivendoli, alunni con bisogni educativi speciali oppure no. Perché tutti ci sono, in un Liceo classico statale, senza le discriminazioni o i distinguo classisti che con terminologia davvero obsoleta larticolista ha creduto di scorgere in brevi testi destinati non a farsi pubblicità da parte delle scuole, ma a illustrare, come voluto dal Ministero, dei dati oggettivi, tra cui la componente sociale prevalente. La realtà è quella che si respira ogni giorno nelle classi e nei corridoi del Liceo: serena, allinsegna di una cultura che libera le menti e le educa a comprendere il mondo con strumenti critici affilati, al di fuori dei luoghi comuni: senza pregiudizi, senza toni saccenti. Il Liceo classico è come un grande albero che offre la sua ombra a tutti quelli che lo cercano per istruirsi nelle Lettere antiche e moderne, nelle matematiche, nelle lingue, nelle filosofie, nellarte. Non tutti lo cercano, giudicando magari troppo teorica e poco pratica la sua offerta formativa: in Italia 7 ragazzi su 100 (dato in crescita: e comunque al DOria un balzo in avanti del 30% nelle nuove iscrizioni). Ha un senso criminalizzare la componente sociale prevalente di questa minoranza, stigmatizzandone, con un lessico vetero-marxista, lorigine borghese? E prova di responsabilità attaccare a testa bassa il Liceo classico, legittimo orgoglio dellIstruzione italiana? Forse uno stimolo allanalisi può venire da unilluminante pensiero di Gianni Puglisi nel recente saggio Il tempo della crisi (Sellerio 2015): Il nuovo razzismo, che sempre più attraversa le nostre strade e le nostre culture, spesso le nostre anime, nasconde ragioni di natura economica, che acquistano colori e connotazioni diverse un po per comodità dei gestori dei poteri, un po per semplificazione del quarto potere, il sistema dellinformazione, sempre più asservito alle lobbies del potere finanziario e politico.

Andrea Del Ponte

Liceo classico DOria di Genova

Docente di Latino e Greco

Membro della Commissione dei Garanti per lIstruzione classica

Presidente nazionale del Centrum Latinitatis Europae
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