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Dj Fabo, tra poche ore la sentenza. Le ipotesi per Cappato: assoluzione, condanna o Consulta

Inizia domani alle 10 l'ultima udienza del processo a Marco Cappato, leader radicale e tesoriere dell'associazione Luca Coscioni accusato di aver favorito il suicidio di Dj Fabo. E' attesa in mattinata la sentenza dopo le udienze in cui sono stati ascoltati i testimoni, l'accusa (che pure chiede l'assoluzione) e l'imputato. Un processo storico che ha riaperto il dibattito su eutanasia mentre il Parlamento varava la legge sul testamento biologico. Ecco in una scheda tutte le informazioni sulla vicenda.
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Perché Cappato è sotto processo? E' stato rinviato a giudizio perché, consapevole del divieto per la legge italiana, anche del solo aiuto al trasporto in Svizzera del malato che ne faccia richiesta, si è autodenunciato al ritorno in Italia, dopo che Dj Fabo aveva messo in atto la sua volontà di morire. Cappato ha messo in pratica una "disobbedienza civile" avviata con la associazione Sos Eutanasia soccorso civile, insieme a Mina Welby e Gustavo Fraticelli.
Qual è l'obiettivo della disobbedienza civile? È quello di modificare i divieti del codice penale in Italia affinché venga finalmente approvata una normativa sul fine vita – conquistata in parte attraverso il riconoscimento delle garanzie costituzionali sull’autodeterminazione dell’individuo nella sfera sanitaria grazie all’attivazione della giurisdizione nei casi Welby ed Englaro e da ultimo con la legge sul testamento biologico – a partire dalla modifica dell’art. 580 del nostro codice penale.
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Ora cosa succede? La Corte di Assise ha fissato per il 14 febbraio 2018 l’udienza in cui emetterà la sentenza. I pubblici ministeri e gli avvocati della difesa hanno depositato le proprie memorie proponendo, in via subordinata alla richiesta principale di assoluzione, una questione di legittimità costituzionale relativa all’articolo 580 del codice penale. La Corte d'Assise di Milano potrà: emettere sentenza di condanna perchè la Corte riterrà la condotta di Marco Cappato rientrante nell'art. 580 sia per l'istigazione che per la agevolazione del suicidio, o anche per una sola delle ipotesi, escludendo l'istigazione e condannando Marco Cappato per la agevolazione.
Ricorso alla Consulta.
In subordine, come annunciato dall'aggiunta Tiziana Siciliano, la Corte potrà anche accogliere la questione di legittimità costituzionale, interrompendo il processo e rinviando il fascicolo alla Consulta per un parere. "Questa soluzione rappresenterebbe un'occasione senza precedenti per superare un reato introdotto nell’epoca fascista e per le persone capaci di intendere, affette da patologie irreversibile con sofferenze ottenere legalmente l'assistenza per morire senza soffrire anche in Italia, senza bisogno di dover andare in Svizzera", dicono dall'associazione Luca Coscioni.
Assoluzione. L’alternativa alla condanna è una sentenza di assoluzione ed in questo caso potrebbe farlo sia per l'interruzione del nesso causale aderendo all'interpretazione restrittiva della norma sia perchè ritiene di dover interpretare i fatti compiuti in situazioni specifiche (malato irreversibile e con sofferenze - Fabiano) come costituzionalmente orientati.
Assoluzione per non aver commesso il fatto. Rappresenterebbe un precedente positivo per quelle persone malate che chiedono ad amici e familiari aiuto per andare all'estero a ottenere assistenza per morire senza soffrire.
Assoluzione perché il fatto non costituisce reato. Rappresenterebbe, secondo Cappato e i Radicali, una sentenza storica, che andrebbe a creare un precedente giurisprudenziale perché aprirebbe la strada all'assistenza medica a una morte volontaria senza sofferenze anche nel nostro Paese, senza bisogno di dover andare in Svizzera. "Ma per avere regole certe, senza bisogno di passare dai tribunali, bisognerà battersi affinché il prossimo Parlamento discuta immediatamente la proposta di legge di iniziativa popolare per l'Eutanasia legale depositata 4 anni e mezzo fa da 67.000 cittadini", commenta l'associazione Luca Coscioni.
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