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Macerata invasa dal corteo antirazzista e antifascista

MACERATA - Invasa dalla manifestazione antifascista Macerata, dopo l'ok di ieri sera da parte della questura. Una città blindata ha accolto il corteo antirazzista e antifascista promosso dai movimenti, una fila umana di oltre due chilometri. Decine di migliaia i partecipanti, 30 mila secondo gli organizzatori. Altri cortei si sono svolti in altre città d'Italia da Milano a Bologna a Torino a Palerno a Roma a Bolzano. A Milano era presente Laura Boldrini che ha ricevuto applausi e contestazioni. Il Pd, che, come previsto, non ha sfilato, aderirà alla manifestazione ufficiale dell'Anpi a Roma prevista per il 24 febbraio.
Fortemente critica - quanto scontata - la posizione del segretario leghista e della candidata premiere di FdI. Matteo Salvini ha detto "di vergognarsi" per il fatto che "nel giorno in cui vengono fermati tre nigeriani per aver ucciso e massacrato una ragazza italiana ci sia la sinistra che sfila in piazza contro il razzismo". Sulla stessa linea Giorgia Meloni che - intervistata da Maria Latella su Sky Tg24 - difende i movimenti neofascisti CasaPound e Forza Nuova: "Non sono movimenti xenofobi", assicura.
• I CORI SHOCK CONTRO LE FOIBE NEL GIORNO DEL RICORDO

Proprio nel Giorno del Ricordo, Action Antifaschistische (rete di militanti presenti fra l'altro in Germania e Pasi Bassi) ha scandito cori shock sugli eccidi di italiani da parte dei Comitati popolari di liberazione jugoslavi. "Ma che belle le foibe da Trieste in giù". "Cori scandalosi, calpestano morti innocenti e tradiscono gli ideali della Resistenza", ha affermato la presidente del Friuli Venezia Giulia Debora Serracchiani, che proprio oggi ha parecipato alle celebrazioni del Giorno del Ricordo alla Foiba di Basovizza. Il coro, isolato, non è stato ripreso dal resto dei manifestanti. Oltre ai fascisti, i bersagli prediletti dei movimenti sono stati il Pd di Matteo Renzi e il ministro dell'Interno, Marco Minniti (secondo cui "il fascismo in Italia è morto per sempre"), definito "uomo della destra", "il nazista", "la testa d'uovo che fa sfilare i fascisti".
Il corteo è stato aperto dallo striscione "I movimenti contro ogni fascismo e razzismo". Diverse le realtà sociali provenienti da ogni parte d'Italia, ma anche tanti maceratesi, che alla fine sono scesi in piazza. In corteo anche le bandiere di Legambiente, Libera, Arci, Fiom, No Tav, Potere al popolo, Anpi, Prc. Diversi manifestanti hanno un fazzoletto o una bandiera tricolore.
"Rimettiamo le cose a posto - ha detto una manifestante, Laura - con la sua bandiera sulle spalle. Questo é il posto giusto per la bandiera italiana. Non lasciamola ai Traini d'Italia, questa bandiera è nostra".
Tra i partecipanti l'europarlamentare Cecile Kyenge, Gino Strada di Emergency, l'ex direttore dell'Unità Sergio Staino, il giornalista Adriano Sofri, il deputato Pippo Civati e il conduttore Diego Bianchi (Zoro). "Ancora una volta - ha detto Paolo Cognini dei centri sociali delle Marche - i fascismi e i razzismi saranno battuti dalla gente che si è riappropriata della strada".
• SINDACO MACERATA: "COL CUORE IN PIAZZA, MA NON È MOMENTO GIUSTO"

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, ha condiviso i motivi alla base della manifestazione per le vie della sua città, ma non condivide la scelta dei tempi. "Col cuore - ha detto - oggi sarò in piazza, ma, per coerenza, riconfermo che la città ha bisogno di respirare". E difende la sua posizione: "La politica - sottolinea Carantini - oggi parla a se stessa, mentre una amministrazione locale poi deve fare i conti con la quotidianità.
Sono stato accusato di indegnità per aver sostenuto che Macerata non doveva ospitare sfilate e manifestazioni di piazza. La mia posizione non cambia. Dopo il clamore mediatico, a noi spetta il compito e il ruolo di ricucire uno strappo anche psicologico che c'è stato. Avevo chiesto solo il tempo per respirare".
Ha appoggiato la manifestazione il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda: "Spero - afferma - che non sia una marcia di odio, ma che riaffermi i valori democratici di questo Paese. Se è così - precisa - è importante". "Spero e credo - aggiunge Calenda - che sarà una marcia per i valori costituzionali e Repubblicani". Calenda, pur non avendo partecipato alla marcia, ha detto di condividerla "se è una marcia che unisce il Paese intorno a valori repubblicani, che noi dobbiamo difendere in un momento in cui sono attaccati". "In qualche modo - conclude - sono attaccati anche se non sempre direttamente da un pezzo delle forze politiche e questo è inaccettabile".
Il leader di LeU, Piero Grasso, ha ribadito la posizione della Sinistra che "sull'antifascismo non è divisa, è pienamente unita sui valori della democrazia e della tenuta del Paese. Su invito del sindaco di Macerata - ha detto Grasso - alcune associazioni hanno deciso di soprassedere sulla manifestazione, è stata così programmata una grande iniziativa il 24 febbraio". Ma dalla piazza è stato molto critico Nicola Fratoianni, che con Pippo Civati ha guidato una delegazione di LeU: "Oggi è la sconfitta del Pd. Dovevano essere in piazza e non ci sono. La loro è una scelta incomprensibile. Oggi non serve il silenzio - aggiunge - ci vuole la schiena dritta di chi dice che contro fascismo e razzismo si va in piazza".
Il coordinatore nazionale dei Verdi e fondatore della Lista Insieme Angelo Bonelli ha deciso di "partecipare perché di fronte all'atto drammatico della strage di Luca Traini, serve una risposta ferma e netta". Come lui Riccardo Magi segretario di Radicali Italiani, capolista di "+Europa con Emma Bonino" nel Lazio: "C'è un'Italia diversa, non avvelenata dall'odio e dalla falsità. Questa Italia non può rimanere in silenzio. Per questo oggi non sarò nei mercati di Roma per la campagna elettorale come annunciato ieri, perché ho deciso di partecipare, con altri compagni di +Europa alla Marcia contro il razzismo di Macerata".
Al fianco dei manifestanti anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: "Noi ci siamo. È un segnale da tante realtà da che parte si sta. La prima attenzione è verso Pamela che dobbiamo portare nel cuore, verso i feriti. Questa deve essere la nostra prima attenzione, per essere vicini alle persone. Il resto diventano momenti per manifestare che però non devono essere parole ma devono essere impegni. Diventa importante una coerenza". In merito al fatto che si possano ripetere casi come quello di Traini, don Ciotti dice che "ci sono dei segnali un po' inquietanti ma l'Italia non è razzista. Non dimentichiamo però che sono 80 anni dalle leggi razziali e allora impegniamoci perché non avvenga più tutto questo".
• MOZIONE SFIDUCIA PER CARANCINI

Intanto per il primo cittadino di Macerata arriva una mozione di sfiducia depositata dai consiglieri comunali di opposizione (Fi, Fdi, civiche). "Da tempo l'opposizione consiliare sottopone all'amministrazione questioni connesse al generalizzato degrado di alcune zone della città, all'aumento dello spaccio di droga e al complessivo aggravarsi della questione sicurezza" spiega il consigliera comunale di Forza Italia Deborah Pantana che parla di "una situazione ormai fuori controllo, palesata anche dalla discordanza dei dati numerici forniti dal Comune e dalla Prefettura sulla presenza dei migranti".
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