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Macerata, diecimila al corteo antirazzista. Sindaco: "In strada con il cuore"

MACERATA - Ha preso il via la manifestazione antifascista a Macerata dopo l'ok di ieri sera da parte della questura. Una città blindata accoglie il corteo antirazzista e antifascista promossa dai movimenti, una fila umana di oltre due chilometri. Diecimila i partecipanti. Altri cortei sono in corso in altre città d'Italia da Milano a Bologna, Palermo a Torino a Bolzano.
Al corteo, aperto dallo striscione "I movimenti contro ogni fascismo e razzismo", partecipano oltre 10mila persone. Diverse le realtà sociali provenienti da ogni parte d'Italia, ma anche tanti maceratesi, che alla fine sono scesi in piazza. In corteo anche le bandiere di Legambiente, Libera, Arci, Fiom, No Tav, Potere al popolo, Anpi, Prc. Diversi manifestanti hanno un fazzoletto o una bandiera tricolore. "Rimettiamo le cose a posto - dice una manifestante, Laura - con la sua bandiera sulle spalle. Questo é il posto giusto per la bandiera italiana. Non lasciamola ai Traini d'Italia, questa bandiera è nostra".
Tra i partecipanti l'europarlamentare Cecile Kyenge, Gino Strada di Emergency, l'ex direttore dell'Unità Sergio Staino, il giornalista Adriano Sofri, il deputato Pippo Civati e il conduttore Diego Bianchi (Zoro). "Ancora una volta - ha detto Paolo Cognini dei centri sociali delle Marche - i fascismi e i razzismi saranno battuti dalla gente che si è riappropriata della strada".
I promotori si erano detti pronti a una iniziativa grande e pacifica. Temendo scontri e disordini, il sindaco Romano Carancini, dopo aver chiesto l'annullamento della manifestazione, ha deciso di chiudere le scuole e fermare i mezzi pubblici. Il corteo è partito dai Giardini Diaz e tornerà al punto di partenza dopo aver fatto il giro delle mura.
È il giorno della marcia antifascista e antirazzista a Macerata, promossa dai centri sociali. Alla manifestazione aderiscono Emergency e Arci, con la presidente Francesca Chiavacci, e Fiom, mentre per Anpi partecipa la sezione romana, in dissenso con quella nazionale, che ha raccolto l'invito del sindaco Romano Carancini, a evitare situazioni di ulteriore tensione. La città è blindata e migliaia di persone sono arrivate per manifestare solidarietà alle vittime del raid del 3 febbraio scorso messo in atto da Luca Traini contro alcuni migranti, dopo la morte di Pamela Mastropietro sono attese migliaia di persone da tutta Italia.
Le scuole sono chiuse e i trasporti pubblici sono stati interrotti a partire dalle 13,30. Nonostante l'autorizzazione della prefettura al corteo, continua a prevalere la paura di scontri e di incidenti: le strade sono deserte e pochi i negozi aperti.
SINDACO MACERATA: "COL CUORE IN PIAZZA, MA NON È MOMENTO GIUSTO"

Il sindaco di Macerata, Romano Carancini, condivide i motivi alla base della manifestazione per le vie della sua città, ma non condivide la scelta dei tempi. "Col cuore - ha detto - oggi sarò in piazza, ma, per coerenza, riconfermo che la città ha bisogno di respirare". E difende la sua posizione: "La politica - sottolinea Carantini - oggi parla a se stessa, mentre una amministrazione locale poi deve fare i conti con la quotidianità. Ad una manifestazione del genere avrebbero partecipato almeno 20mila dei miei concittadini. Non so quanti andranno oggi. Sono stato accusato di indegnità per aver sostenuto che Macerata non doveva ospitare sfilate e manifestazioni di piazza. La mia posizione non cambia. Dopo il clamore mediatico, a noi spetta il compito e il ruolo di ricucire uno strappo anche psicologico che c'è stato. Avevo chiesto solo il tempo per respirare".
MINNITI: "NON CONSENTIREMO DI SUPERARE IL LIMITE"

Da un appuntamento elettorale a sostegno del candidato Pd alla Camera, Piero De Luca, torna a parlare di Macerata il ministro dell'Interno, Marco Minniti: "Il fascismo in Italia è morto per sempre e non ha lasciato un ricordo buono al nostro popolo. Il fascismo e il nazismo sono morti per sempre e per quanto mi riguarda, parlo da ministro, c'è un limite oltre il quale non si può andare in una democrazia e non consentiremo a nessuno di superare questo limite". Il ministro sottolinea che quanto avvenuto nella città marchigiana è una "rappresaglia ingiustificata e ingiustificabile". "Non c'è nessuna ragione al mondo che possa giustificare un atto criminale di un criminale - ha detto a Salerno - unico punto di connessione che legava le vittime di questa rappresaglia è il colore della pelle e tutto questo la fa diventare inaccettabile perché diventa di odio razziale. E in Italia non c'è posto né per rappresaglia né per odio razziale".
Appoggia la manifestazione di oggi il ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda: "Spero - afferma a margine di un convegno promosso dal Pd a Bergamo - che non sia una marcia di odio, ma che riaffermi i valori democratici di questo Paese. Se è così - precisa - è importante". "Spero e credo - aggiunge Calenda - che sarà una marcia per i valori costituzionali e Repubblicani". Calenda non partecipa alla marcia, ma, spiega, la "condivido se è una marcia che unisce il Paese intorno a valori repubblicani, che noi dobbiamo difendere in un momento in cui sono attaccati". "In qualche modo - conclude - sono attaccati anche se non sempre direttamente da un pezzo delle forze politiche e questo è inaccettabile".
Il leader di LeU, Piero Grasso, ribadisce la posizione della Sinistra che "sull'antifascismo non è divisa, è pienamente unita sui valori della democrazia e della tenuta del Paese. Su invito del sindaco di Macerata - ha detto Grasso - alcune associazioni hanno deciso di soprassedere sulla manifestazione, è stata così programmata una grande iniziativa il 24 febbraio". Ma dalla piazza è molto critico Nicola Fratoianni, che con Pippo Civati guida una delegazione di LeU: "Oggi è la sconfitta del Pd. Dovevano essere in piazza e non ci sono. La loro è una scelta incomprensibile. Oggi non serve il silenzio - aggiunge - ci vuole la schiena dritta di chi dice che contro fascismo e razzismo si va in piazza".
E lo fa il coordinatore nazionale dei Verdi e fondatore della Lista Insieme Angelo Bonelli: "Ho deciso di partecipare perché di fronte all'atto drammatico della strage di Luca Traini, serve una risposta ferma e netta". Come lui Riccardo Magi segretario di Radicali Italiani, capolista di "+Europa con Emma Bonino" nel Lazio: "C'è un'Italia diversa, non avvelenata dall'odio e dalla falsità. Questa Italia non può rimanere in silenzio. Per questo oggi non sarò nei mercati di Roma per la campagna elettorale come annunciato ieri, perché ho deciso di partecipare, con altri compagni di +Europa alla Marcia contro il razzismo di Macerata", scrive su Facebook.
Al fianco dei manifestanti anche don Luigi Ciotti, fondatore di Libera: "Noi ci saremo, come ci saremo in tante piazze d'Italia. È un segnale da tante realtà da che parte si sta. La prima attenzione è verso Pamela che dobbiamo portare nel cuore, verso i feriti. Questa deve essere la nostra prima attenzione, per essere vicini alle persone. Il resto diventano momenti per manifestare che però non devono essere parole ma devono essere impegni. Diventa importante una coerenza". In merito al fatto che si possano ripetere casi come quello di Traini, don Citti dice che "ci sono dei segnali un po' inquietanti ma l'Italia non è razzista. Non dimentichiamo però che sono 80 anni dalle leggi razziali e allora impegniamoci perché non avvenga più tutto questo".
Assolutamente contraria alla manifestazione di oggi è la candidata premier di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni: "Salgono a cinque i nigeriani sospettati dell'omicidio di Pamela, due stavano scappando. L'autopsia racconta che è stata fatta a pezzi con cura, che è sparito il suo cuore, che il corpo è stato lavato nella candeggina. Ma oggi a Macerata il corteo lo fanno contro il razzismo, non contro gli spacciatori nigeriani. Siete ridicoli", scrive su Facebook.
MANIFESTAZIONI IN ITALIA

Non solo Macerata oggi è teatro di manifestazioni: raduni e sit in sono stati organizzati in molte altre città d'Italia, tra cui Milano, Torino e Bologna. la settimana prossima, domenica 18 febbraio, sempre a Macerata è stata organizzata dal Pd locale un'altra marcia antirazzista, mentre il 24 febbraio, sabato, è in programma la manifestazione nazionale organizzata da Anpi, Arci e Cgil, contro il neofascismo e le violenze nei confronti dei migranti. Alla manifestazione hanno per ora aderito LeU e Pd. Lo stesso giorno, a Milano, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha indetto una 'contro manifestazione' al grido: "un Paese più sicuro e tranquillo basato sul 'prima gli italiani'".
MOZIONE SFIDUCIA PER CARANCINI

Intanto per il primo cittadino di Macerata arriva una mozione di sfiducia depositata dai consiglieri comunali di opposizione (Fi, Fdi, civiche). "Da tempo l'opposizione consiliare sottopone all'amministrazione questioni connesse al generalizzato degrado di alcune zone della città, all'aumento dello spaccio di droga e al complessivo aggravarsi della questione sicurezza" spiega il consigliera comunale di Forza Italia Deborah Pantana che parla di "una situazione ormai fuori controllo, palesata anche dalla discordanza dei dati numerici forniti dal Comune e dalla Prefettura sulla presenza dei migranti". Secondo la consigliera, nel 2015 per il Comune ce ne erano 340, legati a vari progetti, mentre per la Prefettura a Macerata erano presenti 246 profughi. Su uno solo punto sembra esserci accordo: "Oggi - osserva la consigliera forzista - è il momento della riflessione e del silenzio, e di ritrovare il senso smarrito di una comunità che è stata divisa, da chi ci governa a Macerata da oltre vent'anni, non di manifestazioni che rischiano di peggiorare il clima di forte tensione che già attanaglia Macerata".
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