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Processo per gli stupri di Rimini, 9 anni e 8 mesi ai tre imputati minorenni

BOLOGNA - Il pm aveva chiesto una condanna a 12 anni. Il gup ha deciso di condannare i tre minorenni (due fratelli marocchini di 15 e 17 anni, un nigeriano di 16) alla sbarra per gli stupri di Rimini dello scorso agosto a 9 anni e 8 mesi, col rito abbreviato. I tre sono i complici di Guerlin Butungu, congolese 20enne considerato il capo del gruppo, già condannato a 16 anni, sempre col rito abbreviato; al termine della condanna sarà espulso dall'Italia.
La decisione del gup Luigi Martello è arrivata dopo meno di un'ora di camera di consiglio. I tre sono stati ritenuti responsabili di tutti gli otto capi di imputazione che gli venivano contestati: tra questi, lo stupro a una turista polacca, le botte a un connazionale, la seconda violenza sessuale ai danni di una prostituta trans peruviana e anche un'aggressione ad un'altra coppia, nei giorni precedenti. I giovani imputati non avrebbero avuto reazioni particolari alla lettura della sentenza, preparati dai difensori all'entità della pena e alla prospettiva di restare in carcere.
·IL DIFENSORE: "NON UNA PENA LIEVE, MA CLEMENZA"

"E' un processo dove si tratterà, per noi della difesa, di convincere il giudice ad essere il più clemente possibile", aveva detto in mattinata Marco Defendini, legale dei due fratelli marocchini di 15 e 17 anni. "Chiaramente non chiediamo una pena lieve ma sicuramente una pena minore rispetto al ragazzo maggiorenne, essendo i ragazzi appunto minorenni". Alla sbarra anche il 16enne nigeriano accusato di aver partecipato ai tremendi fatti dell'agosto scorso.
"I profili di responsabilità sono chiari al 99%, dipende tutto dal giudice", aveva detto Defendini. "I ragazzi hanno capito chiaramente cosa hanno commesso, ora stanno seguendo tutti e due la scuola all'interno del carcere minorile e si aspettano una pena esemplare per questi fatti. Sanno che per lungo periodo forse in carcere dovranno stare, anche in attesa sicuramente di quello che potrà essere l'appello e la sentenza definitiva. Hanno capito qual è la situazione".
Dice di essere pentito anche il giovane nigeriano. "Si è reso conto fin dal primo giorno - ha detto il suo difensore, Alessandro Gazzea - e ha confessato fin dal momento del fermo e ha descritto tutto quello che era accaduto, tanto che la sua dichiarazione è stata utilizzata nel processo al maggiorenne, a Rimini. Si è reso conto e sa di doverne pagare le conseguenze".
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