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Il "giudice con la pistola" copia l'ordinanza, scarcerato un presunto omicida

Il "giudice con la pistola" copia l'ordinanza, scarcerato un presunto omicida

TREVISO - Un errore commesso dal giudice Angelo Mascolo nello scrivere l'ordinanza ha fatto sì che il tribunale del riesame di Venezia dovesse accogliere il ricorso di un uomo indagato per omicidio preterintenzionale. Angelo Mascolo è il magistrato di Treviso che lo scorso anno scatenò polemiche, affermando dopo un'aggressione in auto: "Lo Stato non c'è più. D'ora in poi faccio da me: quando esco di casa mi metto in tasca la pistola". Una posizione provocatoria poi ribadita in un'intervista a Repubblica: "Darei la pistola anche a mia figlia".
A fine gennaio, Mascolo ha chiesto l'aspettativa al Csm per candidarsi con "Noi per l'Italia", quarta gamba della coalizione di centrodestra. L'organo supremo della magistratura gliel'aveva concessa, ma Mascolo ha poi spiegato di aver cambiato idea e di aver rinunciato a candidarsi.
Intanto, però, come raccontato dalla Tribuna di Treviso, i colleghi gli contestano un grave errore nel suo lavoro. Il magistrato ha infatti firmato l'ordinanza di carcerazione nei confronti di Luca Furlan, 49 anni di Preganziol, difeso dall'avvocata Alessandra Nava ed ex compagno di Elda Tandura, morta a 66 anni a Vittorio Veneto dove era stata ricoverata per profonde ferite alla testa. Ma nell'ordinanza sono stati riscontrati troppi errori e parti copiate, così che la difesa ha potuto impugnarla facilmente.
"Il riesame ha ritenuto che sia mancata una autonoma valutazione da parte del giudice, che si è limitato ad aderire pedissequamente alle argomentazioni della Procura" ha spiegato l'avvocata Nava all'Ansa. Furlan era stato arrestato il 22 gennaio dai Carabinieri con l'accusa di omicidio preterintenzionale della donna, deceduta dopo un mese di ricovero in ospedale. La Procura aveva chiesto e ottenuto dal tribunale l'arresto del 49enne, rinchiuso fino a ieri nel carcere di Treviso.
La motivazione con le quali il giudice Mascolo aveva emesso l'ordinanza era che Furlan era ritenuto un soggetto pericoloso perché ancora sotto processo con l'accusa di percosse e tentata estorsione nei confronti della vittima.
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