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Processo per gli stupri di Rimini, il legale della difesa: "Non chiediamo una pena lieve, ma clemenza"

BOLOGNA - "E' un processo dove si tratterà, per noi della difesa, di convincere il giudice ad essere il più clemente possibile. Chiaramente non chiediamo una pena lieve ma sicuramente una pena minore rispetto al ragazzo maggiorenne, essendo i ragazzi appunto minorenni". Sono le parole di Marco Defendini, legale dei due fratelli di 15 e 17 anni, di origini marocchine, accusati di duplice stupro, lesioni e di alcune rapine avvenute a Rimini la scorsa estate, a pochi minuti dall'inizio del processo immediato presso il tribunale dei minori di Bologna.
Alla sbarra anche il 16enne nigeriano accusato di aver partecipato ai tremendi fatti dell'agosto scorso. L'unico maggiorenne della banda, il 20enne Guerlin Butungu, è già stato condannato, in rito abbreviato, a 16 anni di reclusione e all'espulsione dal territorio nazionale appena finito di scontare la pena.
Otto i capi di imputazione: 3 per violenza sessuale, 3 per rapina e 2 per lesioni. La sentenza, spiega Defendini, potrebbe arrivare già in giornata, "dipende da quanto sarà lunga la requisitoria del pm e dall'organizzazione del giudice. La discussione della difesa sarà abbastanza rapida perché è puntata tutta sul discorso della pena. I profili di responsabilità sono chiari al 99%, dipende tutto dal giudice".
Per quanto riguarda, invece, i due minori assistiti da Defendini, "i ragazzi - spiega l'avvocato - hanno capito chiaramente cosa hanno commesso, ora stanno seguendo tutti e due la scuola all'interno del carcere minorile e si aspettano una pena esemplare per questi fatti. Sanno che per lungo periodo forse in carcere dovranno stare, anche in attesa sicuramente di quello che potrà essere l'appello e la sentenza definitiva. Hanno capito qual è la situazione".
Dice di essere pentito anche il giovane nigeriano. "Si è reso conto fin dal primo giorno - ha detto il suo difensore, Alessandro Gazzea - e ha confessato fin dal momento del fermo e ha descritto tutto quello che era accaduto, tanto che la sua dichiarazione è stata utilizzata nel processo al maggiorenne, a Rimini. Si è reso conto e sa di doverne pagare le conseguenze".
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