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Uranio, Commissione: "Inadeguate norme sicurezza militare e negazionismo: risultato devastante"

ROMA - "È ora di ammettere che l'uranio impoverito causa tumori". È questa la conclusione cui è giunta la quarta Commissione costituita nella storia del Parlamento italiano per indagare sulle complesse questioni che concernono lutilizzo delluranio impoverito. Le "reiterate sentenze della magistratura ordinaria e amministrativa", si legge nella relazione conclusiva, hanno "costantemente affermato l'esistenza, sul piano giuridico, di un nesso di causalità tra l'accertata esposizione all'uranio impoverito e le patologie denunciate dai militari o, per essi, dai loro superstiti. Per l'uranio è stato altresì riconosciuto sul piano scientifico, con la Tabella delle malattie professionali Inail approvata nel 2008, il nesso causale per la nefropatia tubolare".
Ma la commissione presieduta dal deputato dem Gian Piero Scanu (che non sarà ricandidato alle prossime elezioni politiche del 4 marzo) è un vero e proprio cahier de doléances che punta l'indice contro annose inefficienze delle Forze Armate in tema di sicurezza sui posto di lavoro e controlli e vigilanza sulla salute dei soldati, sia in Italia che nelle missioni all'estero". "Mai più militari morti e ammalati senza sapere perché, mai più una 'penisola interdetta'".
VIGILARE SULLA MISSIONE IN NIGER

La Commissione parlamentare Uranio raccomanda "al prossimo Parlamento di vigilare con il massimo scrupolo sulle modalità di realizzazione della missione" in Niger, "anche per quanto attiene alla valutazione dei rischi, all'idoneità sanitaria e ambientale dei luoghi di insediamento del contingente, alla congruità delle pratiche vaccinali adottate e alle pratiche di sorveglianza sanitaria".
"Il lavoro della Commissione è stata "un'opera a maggior ragione preziosa, ove si tenga presente che malauguratamente non appaiono sistematici gli interventi della magistratura penale a tutela della sicurezza e della salute del personale dell'Amministrazione della Difesa. Il risultato è devastante". "Molteplici e temibili" sono per la Commissione "i rischi a cui sono esposti lavoratori e cittadini nelle attività svolte dalle Forze Armate, ma anche dalla Polizia di Stato e dai Vigili del Fuoco".
I lavori della commissione si concludono con la presentazione di una proposta di legge che prevede, tra l'altro, l'abolizione della giurisdizione domestica: oggi i controlli sono fatti in casa, ovvero i militari controllano se stessi (la cosiddetta giurisdizione domestica). Si arriva addirittura al paradosso che i Rappresentanti dei lavoratori non siano eletti dai lavoratori ma dall'amministrazione. La proposta prevede invece che i controlli siano effettuati da enti terzi con compiti precisi.
"SCOPERTE SCONVOLGENTI CRITICITÀ NELLE MISSIONI ALL'ESTERO"

"La Commissione dinchiesta ha scoperto le sconvolgenti criticità che in Italia e nelle missioni allestero hanno contribuito a seminare morti e malattie tra i lavoratori militari del nostro Paese. Desta allarme la situazione dei teatri operativi allestero: è stata constatata lesposizione a inquinanti ambientali in più casi nemmeno monitorati. Singolare è, inoltre, la scarsa conoscenza, ammessa dagli stessi vertici militari, circa luso in tali contesti di armamenti pericolosi eventualmente impiegati da Paesi alleati".
"Il risultato è devastante. NellAmministrazione della Difesa continua a diffondersi un senso dimpunità quanto mai deleterio per il futuro, lidea che le regole cerano, ci sono e ci saranno, ma che si potevano, si possono e si potranno violare senza incorrere in effettive responsabilità. E quel che è ancora peggio, dilaga tra le vittime e i loro parenti un altrettanto sconfortante senso di giustizia negata. Ecco perché in data 15 ottobre 2017 la Commissione ha trasmesso la 'Relazione intermedia' al Ministro della Giustizia".
IN MARINA 1100 CASI DI TUMORI CAUSATI DA AMIANTO

"Rischi minacciosi gravano persino su caserme, depositi, stabilimenti militari: sia deficienze strutturali (particolarmente critiche nelle zone a maggior sismicità), sia carenze di manutenzione, sia materiali pericolosi. La presenza di amianto ha purtroppo caratterizzato navi, aerei, elicotteri. Tanto è vero che la Commissione dinchiesta è giunta ad accertare che solo nellambito della Marina Militare 1101 persone sono decedute o si sono ammalate per patologie asbesto-correlate".
"PERSONALE DIFESA CATEGORIA DI LAVORATORI DEBOLI"

"Le criticità sono alimentate da un problema irrisolto: luniverso della sicurezza militare non è governato da norme e da prassi adeguate. Restano immutate le scelte strategiche di fondo che attualmente ispirano la politica della sicurezza nel mondo delle Forze Armate. Quelle scelte strategiche che paradossalmente trasformano il personale della Difesa in una categoria di lavoratori deboli".
GLI 8 MECCANISMI CHE OFFUSCANO I RISCHI E 'ASSOLVONO' I VERTICI

"Questi due anni di investigazioni a tutto campo hanno consentito di fare finalmente piena luce sugli otto meccanismi procedurali e organizzativi che oggettivamente convergono nel produrre il duplice effetto di offuscare i rischi incombenti su militari e cittadini e nel contempo di arginare le responsabilità dei reali detentori del potere.
Primo. I datori di lavoro sprovvisti di autonomi poteri decisionali e di spesa. Secondo. La vigilanza sulla applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro delle Forze armate è svolta esclusivamente dai servizi sanitari e tecnici della Difesa, i cosiddetti 'ispettori domestici'. La loro azione si è dimostrata insufficiente.
Terzo. La diffusa inosservanza degli obblighi inerenti alla valutazione dei rischi risulta perfettamente funzionale a una strategia di sistematica sottostima, quando non di occultamento, dei rischi e delle responsabilità effettive. Quarto. I Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (Rspp) e i Medici competenti (Mc) in alcuni siti sono risultati addirittura assenti.
Quinto. I 'Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza' sono nominati dal datore di lavoro. Sesto. La crisi del Centro Interforze Studi e Applicazioni Militari (Cisam), che ha dichiarato la propria incapacità operativa a provvedere a una completa caratterizzazione radiometrica. E del Centro Tecnico Logistico Interforze (Cetli).
Settimo. Un Osservatorio epidemiologico della Difesa scientificamente non accettabile. Ottavo. Gli importi dei pagamenti delle sanzioni amministrative eventualmente irrogate al personale militare e civile dellAmministrazione della difesa per violazioni sanzioni sono pagate dallo Stato.
LA PROPOSTA: "ABOLIRE I CONTROLLORI DI SE STESSI"

"Basilare sarebbe, anzitutto, lapprovazione della proposta di legge-Scanu firmata dalla quasi totalità dei componenti della Commissione, più che mai indispensabile al fine di garantire uneffettiva prevenzione contro i rischi incombenti su militari e cittadini. Le norme ivi contenute rompono il perverso meccanismo della giurisdizione domestica e affidano la vigilanza sui luoghi di lavoro dellAmministrazione della difesa al personale del Ministero del lavoro".
"Tra le altre necessità: servizi ispettivi terzi ed efficienti. Una Procura nazionale sulla sicurezza del lavoro, altamente specializzata e con competenza estesa a tutto il Paese. Individuare il datore di lavoro di fatto. Garantire lautonomia e la competenza degli organi di controllo. Prevedere Rappresentanti dei lavoratori eletti o designati dai lavoratori militari. Urgente anche il superamento dellOsservatorio Epidemiologico della Difesa e laffidamento delle indispensabili ricerche epidemiologiche nel mondo militare a un ente terzo e qualificato per coerenza scientifica come lIstituto Superiore di Sanità".
L'EMERGENZA AMBIENTALE DEI POLIGONI DI TIRO

"Sono emerse rilevanti criticità che investono in primo luogo i temi della salute dei lavoratori e dei cittadini che vivono nelle aree adiacenti agli insediamenti militari, nonché della salubrità degli ambienti. La Commissione non ritiene accettabile che ladozione di misure di prevenzione e sicurezza nei poligoni e nelle strutture industriali della difesa possa essere condizionata dalla indisponibilità di mezzi finanziari adeguati. Sono particolarmente significativi i dati emergenti dalle indagini sui poligoni di tiro relativi alla salute dei cittadini che vivono nelle aree adiacenti i poligoni, soprattutto in Sardegna".
"Un aspetto rilevante riguarda lutilizzo dei missili anticarro Milan, il cui sistema di puntamento include una componente radioattiva, consistente in una lunetta di torio che, dopo il lancio, ricade sul terreno. Per quanto riguarda il personale, sono stati numerosi i militari ammalati".
"È emerso come le attività di brillamento venissero condotte tenendo in scarsa considerazione le condizioni di sicurezza degli operatori e delle popolazioni residenti. Numerose criticità presenta anche il poligono di Capo Teulada, a causa di una situazione ambientale che risulta fortemente compromessa. Il dottor Emanuele Secci, sostituto procuratore della Repubblica di Cagliari: "Dai dati che abbiamo rilevato, sembrerebbe che siano presenti nella penisola interdetta 566 tonnellate di armamenti e che in due anni ne siano stati eliminati otto.
RICONOSCIUTA RESPONSABILITÀ URANIO COME CAUSA DI TUMORI

Il professor Giorgio Trenta, presidente dellAssociazione italiana di radioprotezione medica, durante l'audizione del 23 marzo 2016 ha riconosciuto la responsabilità delluranio impoverito nella generazione di nanoparticelle e micropolveri, capaci di indurre i tumori che hanno colpito anche i nostri militari inviati ad operare in zone in cui era stato fatto un uso massiccio di proiettili alluranio impoverito".
"In relazione a tre specifici casi emersi nel corso dellinchiesta, la Commissione ha convenuto di trasmettere gli atti acquisiti nelle rispettive audizioni presso le procure della Repubblica competenti".
Primo. "Si tratta della vicenda relativa al militare Antonio Attianese, vittima di una grave patologia insorta a seguito della sua permanenza in territori contaminati dalla presenza di uranio impoverito in Afghanistan. Davanti alla Commissione, il 15 marzo 2017, denunciava latteggiamento ostruzionistico di alcuni superiori e le gravi minacce da lui subite nel corso delle pratiche relative alla sua richiesta di causa di servizio".
Secondo. "È il caso sollevato dal Tenente Colonello Medico Ennio Lettieri che, il 5 luglio del 2017, affermava di essere stato direttamente testimone, nel corso della sua ultima missione in Kossovo, in qualità di direttore dell'infermeria del Comando Kfor, della presenza di una fornitura idrica altamente cancerogena di cui era destinatario il contingente italiano, in un contesto di scarsa o inefficiente sorveglianza sanitaria sui militari italiani ivi impiegati e di grave pericolosità ambientale, del tutto sottovalutato o ignorato dai comandi in carica".
Terzo. "La Commissione ha provveduto a trasmettere alla procura della Repubblica di Roma gli atti relativi allesame testimoniale svolto il 16 novembre 2017 dal generale Carmelo Covato della Direzione per il Coordinamento Centrale del Servizio di Vigilanza, Prevenzione e Protezione dello Stato Maggiore dellEsercito".
"Nel corso di unintervista televisiva andata in onda pochi giorni prima, Covato aveva affermato che i militari italiani impiegati nei Balcani erano al corrente della presenza di uranio impoverito nei munizionamenti utilizzati ed erano conseguentemente attrezzati. Affermazioni, queste, che apparivano in contrasto con le risultanze dei lavori della Commissione e con gli elementi conoscitivi acquisiti nel corso dellintera inchiesta".
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