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Milano, manifesto omofobo davanti al Liceo da Vinci: "I gay infettano il mondo"

Già il titolo del manifesto è chiaro nella sua dichiarata omofobia: "Gay: c'è poco da essere pride. Come infettare il mondo con un mare di malattie legate a comportamenti omosessuali". Poi a seguire una sfilza di affermazioni pseudo-scientifiche del tipo: "I malati di Aids sono 40 volte di più tra i gay che tra gli etero" oppure "Dall'ultimo gay pride di Amsterdam i casi di epatite A sono quintuplicatii Italia" e via proseguendo con una sfilza di altre malattie come il Papilloma virus, la gonorrea, la sifilide e l'Herpes simplex e relative percentuali riferite agli omosessuali . Il volantino è apparso davanti al Liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Milano ed è stato subito fotografato e denunciato dal Circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, che ha poi commentato l'episodio sul proprio sito.
"In Italia ricomincia a soffiare una preoccupante aria di discriminazione" si legge sulla homepage del Circolo. "Nel manifesto che sostiene un'inesistente correlazione tra orientamento sessuale e l'incidenza di infezioni sessualmente trasmissibili, vengono riproposti i classici stereotipi e le mezze verità strumentali che negli anni hanno fatto da base per giustificare la discriminazione nei confronti delle persone Lgbt".
Secondo il Circolo inoltre "l'episodio si inserisce in un clima avvelenato che ha avvolto il Liceo Da Vinci nelle ultime settimane a causa di un'assemblea sui diritti omosessuali convocata dagli studenti il 30 gennaio". E "questo clima è stato purtroppo colposamente alimentato anche da alcuni docenti dell'istituto che nei giorni scorsi hanno inviato una mail ai genitori dei ragazzi per attaccare l'iniziativa". A denunciare l'accaduto alcuni genitori e docenti indignati per le posizioni omofobe emerse che hanno contattato il Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli per avere assistenza.
Sebastiano Secci, presidente del Circolo Mario Mieli, inoltre commenta: "Questo orribile episodio si inserisce in un clima politico che sta pericolosamente virando verso odiose posizioni di divisione, intolleranza e chiusura, con l'emersione di spinte fasciste e reazionarie che preoccupano tutte e tutti noi. Dipingere la comunità Lgbt come un gruppo di 'untorì' vuole proprio aumentare la diffidenza e il discredito nei nostri confronti agli occhi della collettività. Noi non ci stiamo" - continua Secci - Il nostro movimento lavora da decenni per diffondere una cultura della sessualità libera e responsabile, lavorando con dedizione per informare tutti i cittadini sulle infezioni sessualmente trasmissibili che, spiace doverlo ricordare nel 2018, a differenza degli omofobi, non discriminano in base all'orientamento sessuale.
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