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Raid di Macerata, Maroni disconosce il 'pistolero' leghista: "Risolvere cos? il problema immigrazione? Ma vaffa"

Una presa di posizione netta, un (nuovo) segnale di un allontanamento dalla linea dettata dal suo segretario Matteo Salvini. Il governatore uscente della Lombardia, il leghista Roberto Maroni, commenta i fatti di Macerata, quella sparatoria contro gli immigrati di Luca Traini, 28enne con robuste tendenze fasciste, già candidato proprio con la Lega l'anno scorso e, si scopre ora, anche impegnato nel servizio d'ordine di un comizio di Salvini, sempre lo scorso anno a Macerata. "La gerarchia delle schifezze mi obbliga ad anteporre al vuoto spompato dei grillini l'orrore del criminale fascistoide di Macerata, che spara agli immigrati per risolvere il problema dei clandestini", scrive Maroni nella sua nuova rubrica settimanale sul Foglio. Con un attacco diretto, pur senza citare il suo partito: "Un pistolero che milita nella destra nostalgica e che lo scorso anno era stato candidato alle elezioni amministrative. Questa è la gente che si propone di guidare le istituzioni del nostro Paese? Ma vaffa".
Raid di Macerata, Maroni disconosce il 'pistolero' leghista: "Risolvere cos? il problema immigrazione? Ma vaffa"

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Nessuna scusante, insomma, per l'uomo che ha terrorizzato per alcune ore una città, facendosi arrestare, alla fine, con la bandiera tricolore sulle spalle e che dal carcere continua a parlare di "pulizia delle città" dalla presenza dei migranti. "Conosco bene il mondo della politica. Vi ho incontrato tante persone capaci, uomini e domenica che nella vita hanno lavorato, animate dalla passione e non dall'odio. Avversari fra loro, certo, ma con quel rispetto reciproco che fa la differenza. Sono le persone che servono oggi, più di ieri. Le nuove camicie nero-grilline del manganello mediatico o i giustizieri naziskin no, grazie". Già il giorno della tentata strage di Traini, Maroni aveva twittato: "Che orrore. Questo è un criminale fascistoide, non c'entra nulla con la gloriosa storia della nostra grande Lega Nord", facendo intendere di non volersi unire al coro - nel suo partito come in altri del centrodestra - di chi riportava i fatti di Macerata al problema dell'immigrazione, come lo stesso Salvini, del resto, che aveva subito detto: "Chiunque spari è un delinquente, ma è chiaro ed evidente che un'immigrazione fuori controllo, un'invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale".
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E al suo segretario, Maroni riserva un'altra stoccata: "C'è un dovere morale - scrive -: mettersi al lavoro per (ri)creare una classe politica che non ci faccia rimpiangere Andreotti. Aristotele diceva che l'uomo è per natura un animale politico. Bene, purché prevalga l'uomo e non l'animale". Di Andreotti è stata avvocata la neo candidata leghista Giulia Bongiorno che, la scorsa settimana, aveva detto che "Andreotti avrebbe approvato questa nuova Lega nazionale". Frase che Maroni aveva demolito con un altro tweet: "E' davvero cambiato il mondo: io e Bossi quelli come Andreotti li abbiamo sempre combattuti".
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