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Taranto, l'Ilva dovr? risarcire i residenti del quartiere Tamburi: "Case svalutate del 20 per cento"

Gli abitanti del quartiere Tamburi che hanno subito danni dallo sversamento delle polveri dell'Ilva provenienti dai parchi minerali e sono stati costretti a lasciare le loro case, hanno diritto al risarcimento (in via equitativa) del 20 per cento del valore degli immobili al momento della domanda.
E' quanto ha stabilito la sentenza numero 45 del 31 gennaio 2018 della Corte d'appello di Lecce, che ha confermato la sentenza con la quale il giudice Maggi aveva accolto la richiesta di risarcimento danni formulata dai proprietari degli appartamenti dello stabile di via De Vincentis del quartiere Tamburi di Taranto. Gli importi sono compresi tra i 12 e i 16 mila euro ad appartamento. La Corte d'appello ha così rigettato l'impugnativa presentata dall'Ilva.
A spiegare i contenuti della sentenza è stato l'avvocato tarantino Massimo Moretti, che ha rappresentato in giudizio le famiglie dello stabile del rione a ridosso del Siderurgico.
Tra le persone che dovranno essere risarcite c'è un operaio dell'Ilva in pensione, Salvatore De Giorgio, che viveva in via De Vincentis, a circa 200 metri dai parchi, e poi ha dovuto lasciare l'immobile per trasferirsi a Lizzano. Il suo medico gli diede un consiglio: "Se ne vada altrove finché è in tempo perché la situazione di Taranto è questa". L'uomo paga 300 euro di affitto e circa 800 euro di Imu sull'immobile del rione Tamburi in cui non abita più.
"Il presidente della Repubblica - ha detto De Giorgio ai giornalisti - venga a Taranto per vedere la situazione. Non accetteremo più passerelle, vogliamo le cose concrete, ciò che si dice poi si deve fare".
Per l'avvocato Moretti la sentenza chiarisce che "questo sversamento di polveri non si è mai interrotto. Abbiamo prova documentale dagli anni Novanta in poi e soprattutto abbiamo la prova che è uno sversamento che ha reso la vita dei cittadini del rione Tamburi non dico impossibile, ma certamente più difficile rispetto a quella di altri quartieri".
Secondo il legale "ci sono ottime ragioni per l'azienda in amministrazione straordinaria per mutare il proprio atteggiamento nei confronti delle istanze di tutti gli altri cittadini, ma anche per la politica, di intervenire e di dare finalmente un concreto sostegno a queste persone che è accertato abbiano subito un danno illegittimo".
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