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Vaccini, Lorenzin contro Raggi: "Sua interpretazione viola la legge, previste garanzie per chi si metter? in regola"

Vaccini, Lorenzin contro Raggi: "Sua interpretazione viola la legge, previste garanzie per chi si metter? in regola"

Non si ferma la polemica sui vaccini tra il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e la sindaca di Roma Virginia Raggi dopo la lettera con cui la sindaca ha informato della mozione, approvata nei giorni scorsi dall'assemblea capitolina, sulla necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non ancora vaccinati. "Il percorso interpretativo proposto si pone in palese violazione della legislazione vigente", afferma il ministro della Salute in una lettera di risposta alla prima cittadina. Sulla stessa linea anche il presidente dell'Istituto Superiore di Sanità Walter Ricciardi secondo cui la posizione di Virginia Raggi "è antiscientifica e contro la legge. Mi rammarica pensare che arrivi proprio da chi dovrebbe garantire la salute dei cittadini".
Vaccini, Lorenzin: "Non decide sindaca Raggi, decreto protegge i bambini"
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Già in mattinata Lorenzin aveva avvertito: "Non si può scherzare sulla pelle dei nostri bambini. Il decreto #vaccini è stato studiato anche per tutelare quei bambini troppo piccoli per essere vaccinati e quelli affetti da malattie per le quali non possono accedere alle vaccinazioni. Ricordo che sia il Consiglio di Stato che la Corte Costituzionale si sono espressi chiaramente rispetto alla mozione del Veneto e non vorrei che amministrazioni comunali guidate da NoVax portassero avanti posizioni molto pericolose per la salute pubblica".
Giovedì la sindaca Virginia Raggi aveva inviato una lettera a Lorenzin, al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e al presidente dell'Anci Antonio Decaro per informarli della mozione, approvata nei giorni scorsi dall'assemblea capitolina, sulla necessità di rispettare la continuità didattica ed educativa per tutti gli alunni non ancora vaccinati. La mozione impegna la sindaca a farsi promotrice di un'azione verso il governo, la Regione Lazio, l'Anci e ogni altro ente interessato affinché sia rispettata la continuità didattica ed educativa con particolare evidenza verso i bambini regolarmente iscritti all'asilo nido e alla scuola dell'infanzia (fascia 0-6 anni), i cui genitori non avessero ancora assolto l'obbligo di vaccinazione.
"I bambini rischiano di essere cacciati dalla scuola per il caos della Lorenzin. Per colpa della Lorenzin e dei ritardi nelle prenotazioni della Regione Lazio, da marzo i bambini ancora in attesa della vaccinazione rischiano di essere cacciati dai nidi e dalle scuole di infanzia per i restanti quattro mesi di questo anno scolastico e educativo. I loro diritti vanno tutelati", ha replicato Raggi su Facebook.
"I genitori e i loro figli non possono pagare così duramente le lungaggini burocratiche di un decreto scritto male e le inesattezze di circolari confuse. Mi riferisco alle lunghissime attese, alle liste interminabili nelle Asl e negli ospedali che tutti conosciamo ad eccezione - a quanto pare - del ministro alla Salute", continua Raggi.
Nel suo post, la sindaca sostiene che sia lo stesso Pd a "sbugiardare la ministra. La mozione di Roma Capitale che tutela i bambini - scrive la Raggi - è stata votata all’unanimità dall’Assemblea capitolina e quindi anche dal Pd che l’ha giudicata condivisibile e di buon senso". La replica del Pd capitolino è affidata alla consigliera dem Valeria Baglio: "Forse la Sindaca non si è accorta che la sua maggioranza in Aula ha votato una mozione che ribadisce il rispetto della legge nazionale sui vaccini, come indicato al primo punto del dispositivo. Con la sua lettera la Raggi sta strumentalizzando a favore dei 'novax' la volontà espressa dall'Assemblea Capitolina, e nel modo peggiore: giocando sulla pelle dei bambini. La mozione votata in Aula, modificata rispetto al testo originario si riferisce ai bambini, dei nidi e delle materne, che hanno un piano dei vaccini concordato con le Asl anche se non ultimato entro il 10 marzo, esattamente come prevedono la legge e la circolare attuativa. L'Aula ha cambiato la mozione del M5S per andare in questa direzione ed evitare confusione ed allarmismi tra le famiglie. Ma la Sindaca non rinuncia agli scontri ideologici. La legge sui vaccini c'è, va rispettata ed è chiara. A Roma, per incompetenze di chi la governa, c'è confusione nelle scuole 0-6. La Sindaca dovrebbe dare indicazioni chiare alle sue scuole, invece di creare polemiche. E la mozione da noi corretta andava in quel senso. Ma evidentemente è più forte di loro, su alcuni temi il M5S non si fida della scienza ed ha un approccio ideologico".
Intanto la Regione puntualizza che "il tasso di copertura dei vaccini obbligatori nella città di Roma e nella regione Lazio per polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, haemophilus influenzale di tipo B (esavalente) ad oggi sfiora il 97%. Considerevoli incrementi fino al 96% anche per morbillo, parotite, rosolia ed anche la varicella, la cui obbligatorietà parte dai nati 2017, è molto alta. Un risultato eccellente", scrive la Pisana in una nota, "ogni polemica rischia ora di generare solo disorientamento. Tutte le strutture sanitarie assieme all'ufficio scolastico regionale stanno collaborando nel migliore dei modi affinché sia garantito il diritto alla salute e il diritto alla formazione educativa".
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