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Opere e gallerie in passerella a Bologna: la sfida di Arte Fiera

Sono tre le fiere darte contemporanea che si disputano il primato in Italia. Ad Arte Fiera spetta, incontestabile, la primogenitura da calendario: è la manifestazione, la più longeva, che apre lanno e il mercato. Da tradizione animava lultima settimana di gennaio, ora la prima di febbraio, dal 2 al 5, con preview il primo. Ma dovesse avverarsi lauspicio della direttrice Angela Vettese, e non solo suo, e cioè che la mostra mercato bolognese si sposti in primavera quando Bologna dà il meglio di sé -, anche quel primato verrebbe conteso. Primaverile è Miart, a Milano, che si svolgerà infatti dal 13 al 15 aprile 2018. Artissima, a Torino, conserva viceversa la sua collocazione autunnale, nei primi giorni di novembre.
La concorrenza è feroce. Artissima, fin dalla nascita vocata al contemporaneo senza indulgenze nel moderno, e Miart, che intreccia come Bologna moderno e contemporaneo, hanno una considerevole percentuale di gallerie straniere. Arte Fiera, pressoché esclusivamente tricolore, si è affidata a Angela Vettese, critica darte e docente universitaria allo Iuav di Venezia, per ritrovare lo smalto perduto.
ArteFiera 2018: scatti in anteprima
I PERCORSI: FOTOGRAFIA, SOLO SHOW E NUOVA VISTA

Al suo debutto lo scorso anno e giunta ora alla sua piena titolarità, Vettese ha ridotto il numero delle gallerie (sono 150 in tutto, riunite in due padiglioni) e allintero di questo numero ha creato percorsi plurali: alla Main Section, che raggruppa la maggior parte degli espositori e mostre collettive, sintrecciano la sezione di Fotografia (affidata a Andrea Pertoldeo, docente universitario come Vettese a Venezia), gli allestimenti monografici di Solo Show, e Nuova Vista, quattro gallerie scelte da Simone Frangi come esemplari dei nuovi orizzonti del fare, proporre e vendere arte.
OPERE IN VENDITA: PREZZI DA TREMILA EURO E DUE MILIONI

Tra i dodici stand di Fotografia, tre sono milanesi, tra cui la storica Contrasto, e quattro emiliani: Damiani di Bologna, Galleria 13 di Reggio, MLB d Ferrara (casa galleria che per i suoi 10 anni espone la camera da letto, con letto matrimoniale, comodini e opere alle pareti), Metronom di Modena. A colpo docchio, i prezzi sono compresi tra 3mila euro e due milioni, centinaia gli artisti, migliaia le opere in vendita. Si è aggiunta la sottosezione Modernity, una rosa di artisti che al di là della generazione anagrafica, della provenienza e del ruolo, rivestono ancora unattualità rispetto al nostro presente: allinterno di alcuni stand delle gallerie Main Section sono allestite piccole mostre monografiche, cui rivolgere uno sguardo attento.
PICCOLE MOSTRE MONOGRAFICHE

Per fare qualche esempio, la galleria bolognese de Foscherari, che partecipa ad Arte Fiera fin dalla prima edizione, ha scelto Gianni Piacentino (1945). La galleria Michela Rizzo di Venezia, che spazia da Barry X Ball a David Tremlett, punta sul giovane Martino Genchi (1982). La Morone di Milano riporta lattenzione su Maria Lai, artista sarda scomparsa nel 2013, profetica e misconosciuta, riscoperta alle ultime Biennale di Venezia e Documenta di Kassel. Allingresso, come lo scorso anno, il visitatore è accolto da Printville: il villaggio delleditoria darte e rara, della grafica e dei multipli. Un convegno, curato da Vettese con Clarissa Ricci esplora i rispettivi ruoli Tra mostra e fiera: entre chien e loup, indagando la evidente ibridazione.
Opere e gallerie in passerella a Bologna: la sfida di Arte Fiera

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FUORI DAI PADIGLIONI

Fuori dai padiglioni di piazza Costituzione, è ancora Vettese a curare le istallazioni riunite (assieme al cinema e alle performance) sotto lonnicomprensivo titolo di Polis e sparse in città, opere di artisti viventi e non, celebri e affatto: dallartista-performer-designer Vito Acconci, di recente scomparso, allartista-muralista e ingegnere Andreco, da uno scultore post concettuale come Luigi Mainolfi allamericano land artist Denis Oppenheim, dal fotografo Mario Cresci a Luigi Veronesi pittore astratto e scenografo. La cerniera è costituita dal programma di performance curato da Chiara Vecchiarelli, dentro e fuori Arte Fiera, tra Polis e Art City.
ART CITY: PERFORMANCE E INSTALLAZIONI

Fuori dai padiglioni si dipana, infatti, anche il bel programma di Art City, composto da Lorenzo Balbi, neo responsabile del museo Mambo, sotto legida e per impulso del Comune. Cè un progetto speciale, la performance Tunguska Event, History Marches on a Table, ideata da Vadim Zakharov per il centenario della Rivoluzione Russa (che si collega anche a Revolutija, la mostra delle avanguardie russe allestita al Mambo) e riproposta per tre repliche nella palazzina ex Gam (il 2, 3 e 4 gennaio). In prima persona Balbi cura linstallazione di Katarina Zdjelar allEsprit Nouveau; i restanti novi titoli hanno curatori diversi e protagonisti che creano con la fotografia, il video (Yuri Ancarani nella Cappella di Santa Maria dei Carcerati, Erin Shirreff a Palazzo de Toschi), installazioni (Roberto Pugliese al Teatro Anatomico, Jacopo Mazzonelli al Museo della Musica, Luca Pozzi a Palazzo Magnani), street art (CT alla Dynamo), cinema (Home Movies in via Zamboni).
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