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Il “re” delle scommesse on line in affari coi boss. Blitz della squadra mobile, arrestato Nin? Bacchi

Cosa nostra ha già intrapreso una svolta imprenditoriale nel settore delle scommesse. Grazie a un insospettabile manager. Questa mattina, poliziotti dello Sco e della squadra mobile di Palermo hanno arrestato Benedetto Ninì Bacchi: il “re” siciliano del gioco on line è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. Con lui sono finite in manette altre 30 persone, tutte accusate di aver costituito una rete di affari al servizio delle cosche. I reati contestati vanno dall'associazione mafiosa al riciclaggio, al trasferimento fraudolento di valori, alla truffa ai danni dello Stato. L’ultima indagine della Direzione distrettuale antimafia diretta da Francesco Lo Voi e dall’aggiunto Salvatore De Luca è riuscita ad entrare nei segreti finanziari dei clan. I boss hanno fatto il salto di qualità: non più solo la gestione di singole agenzie, ma un accordo con l’insospettabile imprenditore che curava alcuni fra i più noti circuiti di scommesse. Il patto con la mafia avrebbe portato a Bacchi il monopolio nel settore, attraverso la gestione di 700 agenzie in tutta Italia – agenzie abusive – e a un giro d’affari di un milione di euro al mese. Parte degli introiti, fra i 300 e gli 800 mila euro all’anno, veniva poi distribuita all’organizzazione mafiosa.
I sostituti procuratori Roberto Tartaglia, Annamaria Picozzi e Amelia Luise si sono imbattuti in Bacchi indagando sul clan di Partinico. E in particolare sul “cassiere” della famiglia, quel Francesco Nania – figlio e nipote di illustri mafiosi - che ha sempre viaggiato parecchio fra la Sicilia e gli Stati Uniti. E proprio negli States, a Newark (New Jersey) venne arrestato dall’Fbi nel 2008, dopo tre anni di latitanza, in esecuzione di un ordine di arresto della procura di Palermo. I pentiti dicono di lui che è un vero mago negli affari: nel 1994 venne fermato in Austria per aver tentato di utilizzare banconote italiane contraffatte, qualche anno dopo era già in campo per investire i soldi delle estorsioni riscosse dal clan.
Ora, l’inchiesta della squadra mobile guidata da Rodolfo Ruperti ha scoperto che Nania, diventato capo della famiglia di Partinico, sarebbe stato il principale socio occulto di Bacchi. E questo patto avrebbe aperto al “re” delle scommesse on line il dialogo con diverse famiglie mafiose palermitane.
Intanto, il clan di Partinico investiva anche in altri affari, con la complicità di un insospettabile commercialista campano, Michele De Vivo, pure lui è stato arrestato. Nania aveva organizzato un fiorente import-export di prodotti alimentari con gli Stati Uniti. La procura ha fatto scattare il sequestro di società e beni immobili per diversi milioni di euro. Sigilli anche a 40 agenzie di scommesse sparse per l’Italia, di proprietà di Bacchi.
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