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Caso Cesaro-Giuseppe Cioffi, bufera sul giudice dopo le rivelazioni di Repubblica. Il tribunale: "Valutazioni in corso"

AVERSA. "Ci riserviamo valutazioni. Ciò che leggo e vedo oggi su Repubblica non può ovviamente lasciarmi indifferente". Poche severe parole. La presidente del Tribunale di Napoli Nord, Elisabetta Garzo, commenta così, senza chiusure né preamboli, la ricostruzione di Repubblica sulle amicizie politiche e le foto che imbarazzano il giudice Giuseppe Cioffi: immortalato in alcune foto durante una recente convention di Fi.
Si tratta del presidente di collegio che, al Tribunale Napoli Nord, insieme ai colleghi, dovrà giudicare proprio Aniello e Raffaele Cesaro, fratelli del più noto Luigi, parlamentare uscente di Fi plurinquisito e oggi ricandidato da Berlusconi al Senato. Luigi ed Aniello sono infatti imputati (con l'altro faccendiere Antonio Di Guida) di concorso esterno in associazione mafiosa, sugli affari illeciti e i rapporti con la camorra che hanno inquinato, secondo le accuse, il Piano di insediamento produttivo di Marano, inchiesta dei pm Mariella Di Mauro e Giuseppe Visone con il coordinamento del procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli. La stessa indagine vede sotto inchiesta anche Luigi, il fratello deputato (la sua posizione è stata stralciata e va avanti dinanzi alla Dda) con l'accusa di minaccia aggravata dal metodo mafioso.
Una vicenda che fa salire la temperatura della campagna elettorale nel centrodestra e rischia di avere ripercussioni a vari livelli. In sintesi, il presidente Cioffi è stato fotografato in compagnia di militanti e consiglieri di Fi, lo scorso ottobre, durante gli Stati generali di Forza Italia ad Ischia, appuntamento che ha segnato il gran ritorno di Silvio Berlusconi alla campagna elettorale e la ricomposizione dei parlamentari campani intorno al gruppo dirigente di Luigi Cesaro.
Cioffi compare in compagnia di altri tre signori, in giacca e cravatta come lui, accanto alle locandine di Forza Italia. Immagini che erano state prima postate sui social, poi scomparse da qualche profilo Fb. Repubblica le ha individuate, raccogliendo anche indiscrezioni sulle relazioni già risalenti nel tempo tra Cioffi e il potente gruppo dirigente di quel partito, tanto che si era parlato nelle ultime settimane di una possibile candidatura del giudice nelle liste di Forza Italia.
Elementi che denotano una conoscenza con quel gruppo politico e con quegli esponenti di spicco: dati che non lo avevano comunque spinto ad astenersi dal giudicare i fratelli del più potente ras del partito in Campania. "Io non ho mai preso parte alla convention di Forza Italia ad Ischia, mi sono solo trovato il giorno dopo a prendere un caffè con alcuni amici presso il bar dell'albergo dove si era tenuto il meeting, con le bandiere del partito che ancora non erano state rimosse", è ora la versione del giudice.
Ma sono già partite le valutazioni del caso. Dal suo canto, la presidente del Tribunale di Napoli Nord Elisabetta Garzo sottolinea: "Acquisiró questa indagine giornalistica e ci riserviamo le nostre riflessioni del caso". Garzo è la giudice che, solo l'altro giorno, all'inaugurazione dell'anno giudiziario, al Maschio Angioino, chiedeva più sostegno e risorse per dare risposte di giustizia in una terra - l'hinterland napoletano, su cui ha competenza il Tribunale di Napoli Nord, con sede ad Aversa - particolarmente complessa, difficile. Carica di problemi. E anche di zone grigie.
Si apre dunque un caso nel caso, alla voce: Impresentabili. Perché accanto alla conferma in lista di Cesaro, ormai capolista al Senato (collegio Napoli-Salerno), colpisce la singolare vicenda del magistrato vicino al centrodestra, che però non vede profili di conflitto nella veste di presidente di quel collegio.
Era il 14 ottobre, Stati generali di Fi ad Ischia, sole e piscine ancora attive all'hotel Reginella quando Cioffi , in tempi passati anche consulente della commissione parlamentare antimafia, si fa immortalare con amici all'affollatissima convention. Arrivano tutti a fare la ola a Berlusconi: big nazionali e gli immancabili Luigi Cesaro col figlio Armando, oggi consigliere regionale, il coordinatore Domenico De Siano, Paolo Russo .
Cioffi non è solo un partecipante che ascolta. Non è solo un curioso che passa. Ma una toga che ha relazioni con il gruppo dirigente. In quel partito che è, evidentemente, in mano ai Cesaro. E non solo l'inchiesta sul Pip di Marano che vede indagati Aniello e Raffaele Cesaro, peraltro sotto giudizio anche per il Pip di Lusciano, con analoghe accuse, in altro Tribunale. Di recente Luigi e il figlio Armando sono finiti indagati anche per voto di scambio, insieme a Flora Beneduce,altra consigliera regionale, anche lei accusata di aver fatto pagare fino a 2mila euro per una sola quota di voti. Poi la notizia che Luigi, poiù noto come Giggino 'a polpetta, è stato "premiato" da Berlusconi e destinato a varcare la soglia del Senato, capolista al collegio Napoli-Salerno.
Al Parlamento, secondo alcuni vertici di Fi, nelle liste doveva andarci anche lui, Cioffi . Che a Repubblica, nei giorni scorsi, aveva però seccamente smentito sia un suo interesse, sia un avvicinamento. "Candidatura ? Forza Italia? Guardi che non c'è nulla, non so niente. Nessuna proposta di candidatura", diceva Cioffi. Ma a quanto pare le cose non stavano esattamente così. E ora il Tribunale di Napoli Nord è orientato a vederci chiaro.
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