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Giornata della memoria, Mattarella: "Leggi razziali macchia indelebile della nostra storia"

Giornata della memoria, Mattarella: "Leggi razziali macchia indelebile della nostra storia"

ROMA - "La Shoah resta unica nella storia d'Europa". Sergio Mattarella celebra al Quirinale il Giorno della Memoria e fa notare che "il cammino dell'umanità è purtroppo costellato di stragi, uccisioni, genocidi". Per il capo dello Stato "tutte le vittime dell'odio sono uguali e meritano uguale rispetto. Ma la Shoah - per la sua micidiale combinazione di delirio razzista, volontà di sterminio, pianificazione burocratica, efficienza criminale, resta unica nella storia d'Europa".
Il presidente della Repubblica ha poi voluto ribadire le responsabilità italiane nella persecuzione e nello sterminio degli ebrei. "Le leggi razziali rappresentano un capitolo buio, una macchia indelebile, una pagine infamante della nostra storia", ha detto Mattarella, "si rivela al massimo grado il carattere disumano e il distacco definitivo della monarchia dai valori del Risorgimento e dello Statuto liberale".
Parole dure sono venute dal capo dello Stato a proposito del fascismo, un commento che sembra fare riferimento anche a numerosi fatti di cronaca dell'ultimo periodo e che non passa inosservato a poco più di un mese dalle elezioni. "Sorprende sentir dire, ancora oggi, da qualche parte, che il fascismo ebbe alcuni meriti ma fece due gravi errori: le leggi razziali e l'entrata in guerra. Si tratta di un'affermazione gravemente sbagliata e inaccettabile, da respingere con fermezza", afferma Mattarella, che prosegue, "razzismo e guerra non furono deviazioni o episodi rispetto al suo modo di pensare, ma diretta e inevitabile conseguenza. Volontà di dominio e di conquista, esaltazione della violenza retorica bellicistica, sopraffazione e autoritarismo, supremazia razziale, intervento in guerra contro uno schieramento che sembrava prossimo alla sconfitta, furono diverse facce dello stesso prisma".
"La Repubblica italiana, nata dalla Resistenza, si è definita e sviluppata in totale contrapposizione al fascismo - prosegue il presidente - La nostra Costituzione ne rappresenta, per i valori che proclama e per gli ordinamenti che disegna, l'antitesi più netta". "L'indicazione delle discriminazioni da rifiutare e respingere, al suo art.3, rappresenta un monito, il presente ci indica che di questo monito vi era e vi è tuttora bisogno. Credo che tutti gli italiani abbiano il dovere di riconoscere che un crimine turpe e inaccettabile è stato commesso, con l'approvazione delle leggi razziali nei confronti dei nostri concittadini ebrei".
"La Repubblica italiana, forte e radicata nella democrazia, non ha timore nel fare i conti con la storia d'Italia", sottolinea infine Mattarella, per il quale la Repubblica, non dimentica né nasconde "quanto di terribile e di inumano è stato commesso nel nostro Paese con la complicità di organismi dello Stato, di intellettuali, giuristi, cittadini, asserviti a una ideologia nemica dell'uomo.

La Repubblica e la Costituzione - conclude - sono il baluardo perché tutto questo non possa più avvenire".
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