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Truffe ed estorsioni online: giovane ricattato da finto poliziotto si suicida

NUORO - Era stato ricattato, dopo aver pubblicato annunci sul web a sfondo sessuale, da un sedicente ispettore della Polizia postale, e aveva anche pagato 5 mila euro di 'multa'. Quest'ultimo però lo aveva minacciato di possibili ripercussioni sulla sua vita lavorativa, così si è tolto la vita. Il suicidio è avvenuto quattro mesi fa. La Procura ha ipotizzato a carico del promotore dell'associazione criminale il delitto di morte come conseguenza di altro reato.
Alle prime luci dell'alba, i Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro, in collaborazione con i Comandi Provinciali di Torino, Vercelli e Catania hanno arrestato 17 persone (di cui 2 in carcere e 14 ai domiciliari), eseguito un obbligo di dimora e indagate 4 persone a piede libero) con l'accusa di fare parte di una associazione criminale specializzata in truffe ed estorsioni con base a Torino e Vercelli.
A carico di tutti gli indagati è stato disposto anche il sequestro conservativo di beni mobili o immobili per un corrispondente di 100 mila euro. Il procedimento è nato lo scorso anno, proprio dal suicidio sospetto del giovane nuorese.
I due anziani genitori si sono rivolti informalmente ai carabinieri della stazione del loro paese (al riguardo non è stata formalizzata alcuna denuncia) per fare luce sulle ragioni che avevano indotto il giovane a togliersi la vita. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore di Nuoro, Giorgio Bocciarelli.
I carabinieri di Nuoro hanno raccolto una serie di elementi sui profili social del giovane, approfondendo le attività svolte su alcuni siti d'incontri. È quindi emerso che, in attesa di essere assunto come operatore socio-sanitario, il ragazzo era stato ricattato. Il sedicente ispettore di polizia gli chiedeva il pagamento di contravvenzioni per inesistenti violazioni connesse alla pubblicazione degli annunci online a sfondo sessuale.
Le indagini sono risalite al suo aguzzino, un 39enne, piemontese ma di origine sarda, che si presentava alle sue vittime come l'ispettore Marco Gigliotti della Polizia Postale di Roma e risultato poi il capo di una associazione a delinquere composta da 21 persone dedite ad estorsioni e truffe in tutto il nord Italia e specializzata nel contattare gli inserzionisti dei più noti e utilizzati siti d'annunci commerciali e di incontri.
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