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Vaccini, Burioni sfida Salvini dopo l'uscita del leghista sui 10 obbligatori: "Abbiamo un nuovo immunologo"

"Salvini parli della riapertura dei postriboli, che fa meno danni". Roberto Burioni, l'immunologo del San Raffaele da tempo impegnato in una campagna pro-vax, si scaglia contro il segretario della Lega Matteo Salvini. Che, ospite di Radio anch'io, ha definito i dieci vaccini resi obbligatori dal decreto Lorenzin "un rischio". Salvini già nei giorni scorsi , ospite di Radio Capital, aveva dichiarato che "la netta maggioranza dei Paesi europei non ha vaccini obbligatori. Siamo l'unico Paese che ne ha dieci. Io sono a favore di una scelta ragionata e responsabile". Oggi, ha rincarato la dose: "Che i vaccini siano utili è fuor di dubbio. Quattro erano utili. Ma è altrettanto fuor di dubbio che 10 vaccini obbligatori sono un potenziale rischio per alcuni bambini".
Di qui, l'attacco di Burioni su Facebook: "E' ufficiale: abbiamo un nuovo immunologo. Salvini ha appena detto 'dieci vaccini obbligatori sono un rischio enorme'. Ora vorrei capire. I 'dieci vaccini' vengono usati con le stesse dosi e con le stesse tempistiche in tutto il mondo, in quanto sono ritenuti indispensaibli per la salute pubblica, e in tutto il mondo vengono ritenuti sicurissimi ed efficaci. Diventano pericolosi in Italia a causa del clima, della latitudine, dell'associazione con la pasta e il prosecco oppure è l'obbligo che li rende inaspettatamente pericolosi?".
L'immunologo, da tempo corteggiato da Matteo Renzi che lo vorrebbe candidato alle prossime elezioni del 4 marzo, fa un appello ai colleghi medici: "Sarebbe bene che qualcuno dei medici che votano Lega comunicasse a Salvini che tra l'Italia e gli altri Paesi ci sono due differenze. La prima è che negli altri paesi gli stessi dieci vaccini - sicurissimi e fondamentali, altroché rischio - vengono fatti volontariamente senza bisogno di obbligo. La seconda è che in molti di quei paesi i dieci vaccini sono a pagamento, mentre da noi sono - giustamente - tutti gratuiti".
Lo sfogo online di Burioni arriva dopo giorni di polemiche sul decreto Lorenzin, che è stato approvato la scorsa estate e ha reso obbligatori a partire da questo anno scolastico 10 vaccinazioni per bambini e ragazzi fino a 16 anni. Ed è stato messo al centro della campagna elettorale, vista la promessa della Lega di abolirlo in caso di vittoria. Non solo: a dichiarare che, se dovesse vincere le elezioni, abolirebbe la legge è stato anche il candidato premier dei Cinque Stelle, Luigi Di Maio: "Faremo una legge per raccomandare i vaccini: siamo a favore della raccomandazione e per l'obbligo, ma come era inteso prima del decreto Lorenzin".
"Tra l'Italia e gli altri paesi c'è anche una terza differenza: nessun politico si azzarderebbe mai a diffondere delle bugie che possono risultare pericolose per la salute pubblica a fini elettorali. Dire che dieci vaccini sono un rischio enorme infatti è una bugia", aggiunge allora Burioni. "Penso che sia gravissimo che chi vuole governare il nostro paese, per fini elettorali, arrivi a diffondere pericolose bugie per raccattare i voti della parte peggiore del paese, che un politico responsabile dovrebbe recuperare attraverso una accurata informazione e non sobillare con irresponsabili bugie".
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