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"Cara figlia ti raggiungo in bici", la sfida di mamma Rosalia: mille km tra Como e Barcellona

Mamma, mi vieni a trovare?. Il telefono squilla da Barcellona, dove Valentina si è trasferita e da un anno lavora come barista. Dallaltra parte cè la mamma, Rosalia Ciancio, 57 anni, di Cabiate, in provincia di Como. Una vita passata dietro al bancone del bar, tra sacrifici e sveglie prima dellalba. Ma con la bicicletta sempre pronta e la voglia di viaggiare in testa. Il cinque gennaio ha tirato giù la saracinesca e ha affisso un cartello: Chiuso. Poi è salita in sella alla sua mountain bike ed è partita, tra gli sguardi increduli dei suoi clienti. Direzione Barcellona, dalla figlia. Ha già percorso settecento chilometri in otto tappe, passando per i villaggi e la natura incontaminata della Provenza e i Pirenei. Cannes, Brignoles, Salone de Provence, Lunel e Serignan.
Como-Barcellona in bici per rivedere la figlia: il diario fotografico di mamma Rosalia
Ho pedalato in mezzo ai fenicotteri e mi hanno dato unenergia pazzesca, racconta con il sorriso Rosalia mentre bisticcia con il cane della proprietaria di casa una camera in tipico stile provenzale prenotata su AirBnb che vorrebbe giocare con lei. Ma a fine giornata la stanchezza si fa sentire, ammette la mamma che pedala per dieci ore al giorno. Fisicamente sono distrutta. Ma dentro di me sto bene. Lultima notte lha passata a Leucate, al confine con la Spagna. La meta ormai è vicina sul suo taccuino cè scritto che larrivo sarà sabato 13 gennaio, a mezzogiorno e Rosalia non sta più nella pelle: Non vedo lora di riabbracciare mia figlia. Ma la meta, in realtà, è solo un pretesto. Ogni tappa è importante, precisa Rosalia mentre sistema le borse sulla sua mountan bike. Il casco, qualche crema e un cambio di vestiti: solo le cose essenziali perché nella vita per stare bene hai bisogno di poco, dice mentre mette in carica il suo smartphone, unica tecnologia ammessa a bordo.
Tutte le partenze e gli arrivi, e anche quello che succede nel frattempo hanno un significato. Persino gli imprevisti, che in questo viaggio non sono pochi. A Sanremo le è caduto un ramo di palma in testa, e dopo un assaggio di primavera in Costa Azzurra, si è trovata in mezzo al vento e ai fulmini di Brignoles mentre la polizia francese per sbaglio lha dirottata su unautostrada. Ma Rosalia prende tutto con il sorriso. Anche ieri mattina, quando è rimasta a terra con la sua bici. Ero in mezzo a una strada di campagna e non sapevo cosa fare. Avevo bucato. Ma non mi sono fatta prendere dal panico. Mi sono guardata attorno e ho iniziato a fotografare. Fino a quando una macchina ha accostato. È sceso un signore, un antennista. Aveva lauto piena di attrezzi ma ha fatto spazio e mi ha portata in una ciclofficina che mi ha aggiustato il copertone. E sono ripartita.
E così ogni giorno è unavventura racconta Rosalia, che alle spalle ha già un giro della Sicilia in bici e tre cammini di Santiago. Viaggia da sola per scelta, anche se ammette di non sapersi bene orientare. Litigo sempre con il navigatore. Oggi mi ha fatto fare trenta chilometri a vuoto. Le paure? Vanno affrontate, altrimenti diventano ansie. E questo è anche uno dei tanti messaggi positivi che Rosalia vuole trasmettere alla figlia con questa avventura. Spero di portarle una bella energia per farle credere di più in se stessa. Lei che, ci tiene a dire, non è una ciclista. Per me la bici è un mezzo spirituale. Quando pedalo respiro, guardo il mondo, conosco nuove persone. E sto bene. Perché il viaggio in fondo è una metafora della vita: ci sono giorni belli e giorni brutti. Ma ti mette sempre alla prova. Il ritorno, però, lo farà in aereo. Ad aspettarla, allaeroporto di Orio al Serio, ci saranno i ciclisti della Cabiatese. Mi scrivono tutti i giorni. Sono i miei primi fan. Anche se mi dicono che sono matta. E, confessa, nessuno di loro lavrebbe mai fatto.
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