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Primo aumento di sbarchi dall’estate: “Un milione di migranti pronti a partire”

Primo aumento di sbarchi dall’estate: “Un milione di migranti pronti a partire”

ROMA. Duecentosessantaquattro su un barcone di legno non si vedevano da tempo. Li hanno intercettati mezzi militari di Frontex su una rotta inusuale, nel Mar Ionio a 40 miglia da Crotone. Un segnale in più che le previsioni di un nuovo consistente aumento del flusso migratorio attraverso il Mediterraneo sono più che attendibili. In Libia, pronti a partire approfittando di ogni miglioramento delle condizioni meteo, ci sono un milione di migranti. Un numero enorme dato dal portavoce della Marina libica Ayoub Qasim che, dopo i due recenti naufragi che in soli quattro giorni hanno fatto circa 200 vittime tra morti e dispersi, mette in guardia dall'elevato rischio di questi viaggi per i quali vengono utilizzati "barche fatiscenti con motori inefficienti".
Per la prima volta, da molti mesi, gli sbarchi fanno registrare il segno più. Con i 264 di ieri, i migranti arrivati in Italia dall'inizio dell'anno sono 841, in aumento rispetto ai 729 dell'anno scorso e tre volte di più che nello stesso periodo del 2016. Con un salto in avanti di senegalesi, gambiani e maliani nella classifica delle nazionalità di provenienza finora guidata nettamente dalla Nigeria.
Il fatto è che, ormai da diverse settimane, la Guardia costiera libica ha molto allentato i pattugliamenti nelle acque internazionali in quella che, qualche mese fa, aveva unilateralmente individuato come zona Sar ( ricerca e soccorso) di sua pertinenza. Un'area molto vasta nella quale sono rimaste ad operare tre sole navi umanitarie ( la Aquarius di Sos Mediterranèe, la Proactiva Arms e la Sea Watch) e i mezzi militari di Eunavformed. Un dispositivo insufficiente ad assicurare soccorsi tempestivi. In entrambi gli ultimi naufragi, da quando è stato dato l'allarme a quando le navi,a decine di miglia di distanza, sono arrivate sul posto sono passate due o tre ore, un tempo fatale per decine di persone annegate.
E se Sophie Beau, coordinatrice di Sos Mediterranèe, è tornata più volte a chiedere un rafforzamento della flotta dei soccorsi, Regina Catrambone, cofondatrice di Moas che da alcuni mesi ha abbandonato la missione nel Mediterraneo per spostarsi in Myanmar per gli aiuti alle popolazione Rohinga, dice: "Tornare nel Mediterraneo? A fare che? Credo che oggi le condizioni siano molto cambiate rispetto al 2014 quando abbiamo cominciato e credo che, visto che l'Europa ha rifinanziato le missioni militari, tocchi ai mezzi di Sophia andare a soccorrere tempestivamente queste decine di migliaia di persone che ogni giorno rischiano la vita".
A rendere possibile un nuovo aumento dei flussi è anche la situazione di forte instabilità di due zone dalle quali i trafficanti di uomini fanno partire i migranti, quella di Gars Garabulli e di Al Zwara dove nei giorni scorsi si sono verificati aspri scontri armati tra le milizie.
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