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Torino, usa auto di servizio per andare a prendere la figlia: bufera sulla consigliera Cinque Stelle

Prima la questione degli arretrati dellaffitto, ora luso improprio della macchina di servizio del Comune. Pochi mesi dopo linsediamento di Chiara Appendino era scoppiato il primo problema: gli affitti della casa popolare alle Vallette non pagati. Al centro della questione la consigliera pentastellata Deborah Montalbano e gli arretrati della pigione sistemati con un piano di rientro concordato con lAtc. Montalbano è attivista storica del Movimento di Beppe Grillo, rappresentante dei comitati per la casa, militante nel quartiere popolare torinese delle Vallette dove ha fatto campagna pancia a terra per Appendino e i Cinque Stelle.
Ora scoppia un altro caso: luso per questioni private dellauto di servizio del Comune: una macchia, per una Cinque Stelle doc. Insomma, si può chiudere un occhio sugli affitti della casa popolare non pagati prima di diventare consigliera comunale (per quanto la pratica di saltare le rate sia continuata anche nei primi mesi di mandato), ma è difficile che i colleghi di partito e gli attivisti possano perdonare a Montalbano un viaggio senza un valido motivosu unauto pagata dai cittadini. Montalbano negli ultimi giorni è già balzata allonore delle cronache per 250 euro di taxi rimborsati dal gruppo. Questione su cui però la consigliera non ha nulla da dire: le ricevute e i rimborsi sono stati autorizzati dal gruppo M5s stesso e dai tecnici del Comune.
Ora, invece, sarà più complicato per la consigliera pentastellata giustificarsi. Anche perché molti dei suoi compagni non sono più indulgenti come un tempo: lera dei 5 Stelle compatti e coesi è finita. Montalbano rappresenta una delle anime più forti dellarea dei duri e puri, degli ortodossi del Movimento, distanti dallarea lealista e moderata fedele alla sindaca Appendino. La questione è venuta fuori perché è stato lo stesso autista, insospettito dal viaggio, a scrivere una dichiarazione per mettere nero su bianco quello che aveva fatto e chi lo aveva autorizzato. Forse perché D.C., queste le iniziali dellautista di Palazzo Civico, sapeva che il giro non aveva nulla di istituzionale. Il giorno 7/11/2017, a seguito della disposizione del coordinatore, trasportavo la consigliera Montalbano in via... E poi: Allarrivo mi disse di attenderla, passati dieci minuti tornava con una bambina, facendola salire sullauto mi chiedeva di fare ritorno a Palazzo Civico, perché aveva impegni istituzionali. Il servizio si concludeva alle ore 16.45.
Senza commenti. Una nota di cronaca a futura memoria. Quella nota però ha iniziato a circolare. E alcuni consiglieri e attivisti chiedono conto della questione e del viaggio. Riusciranno a perdonare alla consigliera la debolezza di essere andata a prendere a casa la figlia piccola rimasta da sola? Oppure sarà la scusa per mettere fuori dal gruppo e dal movimento la consigliera grillina? Domani sera si sarebbe dovuta tenere una riunione degli attivisti con la questione dei rimborsi dei taxi allordine del giorno. Poi, non essendo nulla di illecito e tutto autorizzato, la cosa è stata rinviata a dopo le elezioni. Ora cè luso della macchina di servizio per questioni personali. Questione su cui qualcuno potrebbe sindacare.
Ne abbiamo già discusso a novembre nel gruppo, i miei colleghi sanno, dice la consigliera Montalbano raggiunta telefonicamente. E poi: Il martedì io presiedo la commissione. Mi ha chiamato unamica che mi ha detto alle 16 che non poteva tenere mia figlia. Non sapevo come fare. Ho chiesto ai miei colleghi un passaggio. Nulla. Dovevo arrangiarmi. Così è venuta in mente lidea della macchina di servizio: Ho chiesto al coordinatore degli autisti. Mi ha detto di sì. Ho preso la macchina, sono andata, ho preso mia figlia e sono tornata. Lho fatto perché poi dovevo partecipare ad una riunione in via Meucci, all'Area commercio, per la riapertura del supermercato delle Vallette. Montalbano si dice amareggiata: Ho usato alcune volte lauto di servizio per questioni di rappresentanza, solo una volta per questioni personali, aggiunge. E sul piano politico aggiunge: Vogliono cacciarmi, mi caccino. Io non me ne vado.
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