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Caso Regeni, perquisiti casa e ufficio della professoressa di Giulio a Cambridge

Caso Regeni, perquisiti casa e ufficio della professoressa di Giulio a Cambridge
Giulio Regeni
ROMA - Ci sono voluti due anni esatti per creare le condizioni diplomatiche e legali che obbligassero la professoressa egiziana Maha Abdel Rahman, tutor di Giulio Regeni, a rispondere, da testimone, alle domande del pm della Procura di Roma Sergio Colaiocco, titolare dell'inchiesta sul sequestro, le torture e l'omicidio del ricercatore.
È accaduto ieri pomeriggio, negli uffici dell'università di Cambridge, dove il pm, assistito da un ufficiale del Ros dei carabinieri, un funzionario dello Sco, e funzionari della polizia inglese del Cambridgeshire, ha ascoltato per un'ora e un quarto la docente. E tuttavia l'esito della sua deposizione, cui hanno presenziato su richiesta della stessa Abdel Rahman due suoi avvocati di fiducia - al netto della neutralità con cui ne dà conto in un comunicato ufficiale la stessa Procura di Roma ("La docente, che resta persona informata sui fatti e non indagata, ha accettato di rispondere a tutte le domande") - è stata a tal punto insoddisfacente nel merito che, questa mattina, le autorità inglesi, su richiesta della Procura di Roma, hanno proceduto alla perquisizione dell'abitazione e dell'ufficio della Abdel Rahman a Cambridge.
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Caso Regeni, perquisiti casa e ufficio della professoressa di Giulio a Cambridge

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Alla professoressa sono stati sequestrati cellulari, sim, personal computer, pendrive e memorie esterne, oltre a una serie di documenti di cui, nelle prossime settimane - informa ancora il comunicato della Procura - verranno fatte copie forensi che saranno acquisite al fascicolo processuale e "utili a fare definitiva chiarezza, in modo univoco ed oggettivo, sul ruolo della professoressa nei fatti di indagine". Inoltre, la stessa università di Cambridge, dimostrando per la prima volta in questi ultimi ventiquattro mesi piena collaborazione con la magistratura italiana, e andando persino al di là della richiesta della Procura di Roma, ha congelato, mettendola a disposizione dei nostri investigatori, l'intera posizione informatica archiviata sui server dell'università dalla docente: dal traffico e-mail, a file di lavoro.
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