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Spese pazze bis in Emilia-Romagna, la Procura chiede l'archiviazione per consiglieri e assessori Pd

Spese pazze bis in Emilia-Romagna, la Procura chiede l'archiviazione per consiglieri e assessori Pd

In alcuni casi si tratta di "spese assolutamente esigue", in altri di denaro realmente utilizzato "per attività strettamente istituzionali", per altri ancora, infine, è "difficile tracciare una linea di confine tra spese personali o di attività politica". Sono queste, sostanzialmente le ragioni che hanno portato la Procura di Bologna a chiedere l’archiviazione dell’inchiesta "spese pazze" bis a carico di 22 esponenti del Pd - tra ex consiglieri regionali ed ex componenti della giunta dell’Emilia Romagna – in carica negli ultimi due anni della legislatura 2005-2010.
Con l’accusa di peculato, a partire dal 2016, la pm Morena Plazzi aveva indagato, tra gli altri, sui rimborsi dell’allora presidente della regione Vasco Errani, di Matteo Richetti (attuale responsabile della comunicazione del Pd), dell’euro parlamentare Damiano Zoffoli, dei sindaci Tiziano Tagliani (Ferrara) e Giancarlo Muzzarelli (Modena), del presidente dell’Asp di Bologna, Gianluca Borghi, e dell’ex sindaco di Bologna, Flavio Delbono. Nell’elenco degli ex esponenti della regione per i quali è stata chiesta l’archiviazione anche Mauro Bosi, Paolo Lucchi, Nino Beretta, Marco Barbieri, Massimo Pironi, Roberto Garbi, Valdimiro Fiammenghi, Mauro Mazzotti, Anna Majani, Roberto Montanari, Giuliano Pedulli, Roberto Piva, Gianluca Rivi e Laura Salsi.
La richiesta di archiviazione, che porta anche il visto del procuratore Giuseppe Amato, riguarda presunti rimborsi illegittimi per spese affrontate tra il 2009 e il 2010. In gran parte si tratta di denaro utilizzato per viaggi, vitto e alloggi, consulenze e organizzazione di eventi pubblici. La pm Plazzi, nel motivare la richiesta di archiviazione sottolinea come, in ogni caso, l’indagine della Guardia di finanza, ha potuto rilevare come vi sia stato uno "scarso rigore del controllo delle spese addebitabile ad un sistema ispirato ad una non attenta considerazione delle regole contabili, specie nel non pretendere da subito idoneo riscontro documentale sulle singole spese".
In altri termini, se abusi ci sono stati questi, proprio a causa del sistema a suo tempo in vigore, non sono più dimostrabili in sede processuale.
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