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"Un campo di calcetto nell'area protetta". Il sindaco di Norcia accusato di abuso edilizio

"Un campo di calcetto nell'area protetta". Il sindaco di Norcia accusato di abuso edilizio
Il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno (ansa)
ROMA - Anticipando i cronisti giudiziari, sabato scorso il sindaco di Norcia Nicola Alemanno ha chiamato l'agenza Ansa e ha comunicato di aver ricevuto un avviso di garanzia. È indagato per violazione della normativa urbanistica perché, sfruttando la disciplina speciale per le aree terremotate, ha autorizzato la costruzione di un centro polifunzionale trasformabile in dormitorio in casi di emergenza. Mi contestano che avrebbe dovuto essere autorizzata con la procedura ordinaria, ha spiegato.
Le parole di Alemanno hanno provocato lo sdegno di politici e amministratori locali, assai perplessi dalla mossa dei magistrati. La governatrice umbra Catiuscia Marini si è affrettata a scrivere su Facebook un lungo post: Se l'avviso di garanzia è per l'autorizzazione ambientale nella gestione dell'emergenza sismica allora ci dimettiamo tutti noi amministratori pubblici, che stiamo mettendo la faccia a rappresentare lo Stato sul territorio.
L'episodio, in poche parole, è stato letto come l'ennesima vittoria della burocrazia più cieca sul pragmatismo, del cavillo sulla rapidità. Un macigno sugli sforzi di una popolazione che sta tentando di rialzarsi dopo le scosse devastatrici. Repubblica ha consultato le carte del sequestro chiesto dalla procura di Spoleto guidata da Alessandro Cannevale e disposto dal Giudice per le indagini preliminari. In realtà, la vicenda è un po' più complessa di come è stata riportata.
Intanto il cantiere dove dovrebbe sorgere il centro polifunzionale si trova completamente all'interno del Parco protetto dei Monti Sibillini, in una zona dove non è possibile fare nuove costruzioni di quel tipo perché tutelata da vincoli paesaggistici e considerata di valenza ecologico-ambientale.
Il centro, che nella Convenzione stipulata tra la Pro Loco (proprietario dell'area e ente donatore) e il Comune di Norcia viene descritto come struttura polivalente temporanea di Protezione Civile e presidio di sicurezza per ridare un tetto a quei servizi rimasti oggi senza dimora, pare essere molto altro. Occupa una superficie di 650 metri quadrati a forma di elle, il cui corpo principale è destinato a sala con 11 spazi per camere, servizi e cucina con dispensa, mentre in un secondo blocco ospiterà bar, magazzino, palestra, spogliatoi a servizio dell'adiacente campo da calcetto e percorso footing anch'essi da realizzare.
Il complesso, dunque, secondo gli inquirenti inciderà fortemente sull'assetto urbanistico e paesaggistico del territorio. Alemanno ne ha autorizzato l'inizio dei lavori con un'ordinanza del 1 agosto 2017, pur non avendo né il permesso a costruire né l'autorizzazione paesaggistica. E nonostante l'Ente Parco avesse dato parere negativo, indicando un sito alternativo non lontano dal luogo del cantiere. Per questo è indagato, insieme al direttore dei lavori e al rappresentante legale della Pro Loco.
Per il primo cittadino, i presupposti per usufruire delle corsie preferenziali della disciplina speciale post sisma c'erano tutti. Quali sono questi presupposti?

Le ordinanze del Capo della Protezione civile (le numero 388, 389 e 394 del 2016) consentono di derogare ai vincoli paesaggistici solo per installazioni provvisorie, e un fabbricato con campo da calcetto e spogliatoi poggiato su una lastra di cemento, difficilmente può considerarsi tale. Oltrettutto gli interventi dovrebbero essere urgenti e finalizzati ad operazioni di soccorso, messa in sicurezza dei beni danneggiati, allestimento di strutture temporanee per l'assistenza della popolazione e per assicurare la continuità dei servizi pubblici e di culto. Un centro sportivo-ricreativo o un futuro presidio di protezione civile è la tesi dei pm - non rientra nella casistica.
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