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Roma, gli anarchici del Fai rivendicano bomba esplosa davanti caserma carabinieri a San Giovanni

C'è una rivendicazione degli anarchici per l'ordigno esploso giovedì mattina davanti alla stazione dei carabinieri San Giovanni in via Britannia, a Roma. A firmarla è la Fai-Fri (Federazione anarchica informale-Fronte rivoluzionario internazionale), Cellula Santiago Maldonado. La rivendicazione è apparsa su un sito che fa riferimento a movimenti anarchici e la sua attendibilità è tuttora al vaglio degli investigatori. Maldonado è l'attivista argentino che appoggiava la causa delle popolazioni indigene Mapuche trovato morto nell'ottobre scorso 78 giorni dopo essere scomparso.
Secondo quanto si è appreso, l'ordigno rudimentale sarebbe stato composto da un contenitore metallico, con dentro polvere pirica e innesco. Le modalità ricorderebbero per alcuni aspetti la bomba esplosa a maggio nel parcheggio delle poste di via Marmorata.
L'ordigno è deflagrato intorno alle 5.30, davanti al portone d'ingresso della caserma in via Britannia 37. L'esplosione non ha provocato nessun ferito ma solo danni al portone. Secondo una prima analisi delle immagini delle telecamere di videosorveglianza sarebbero state due persone incappucciate a posare l'esplosivo sul marciapiede.
Il generale Antonio de Vita, comandante provinciale dei carabinieri di Roma, appena informato si è subito recato sul posto mentre i pm della procura di Roma del guidati dal procuratore aggiunto Francesco Caporale hannjo aperto un fascicolo per "atto di terrorismo con ordigno esplosivo".
Roma, paura a San Giovanni: ordigno esplode davanti caserma carabinieri
LA RIVENDICAZIONE

"Con questa azione lanciamo una campagna internazionale di attacco contro uomini, strutture e mezzi della repressione. Ognuno con lo strumento che ritiene più opportuno e se lo desidera contribuendo al dibattito", si legge nella rivendicazione della "Federazione anarchia informale - fronte rivoluzionario internazionale, Cellula Santiago Maldonado". "La notte del 6/7 dicembre - scrive il gruppo nel testo la cui attendibilità è al vaglio degli inquirenti - è stato collocato nella caserma dei carabinieri del quartiere San Giovanni, Roma, termos acciaio con 1,6 kg di esplosivo. Le nostre attenzioni si sono riversate verso i principali tutori dell'ordine mortifero del capitalismo: le forze dell'ordine". Un attentato, scrivono, che rientra nella lotta "contro sbirri, politici e loro tirapiedi. Contro ingegneri della scienza e dell'industria. Contro tutti i padroni, ma anche contro tutti i servi. Contro la schiera dei cittadini onesti della società-galera".
LE REAZIONI

I "carabinieri non si lasceranno intimidire e anzi proseguiranno con rinnovato impegno la loro attività quotidiana al servizio del Paese e della gente", ha detto il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette che ha manifestato subito la "solidarietà e vicinanza delle Autorità e dei cittadini". "È un episodio gravissimo che ricondurrei però nelle dimensioni di quello che é stato: non deve essere motivo di allarmismo", ha commentato il capo della polizia, Franco Gabrielli. "Di filoni che ci indirizzano verso ipotetiche matrici ce ne sono quanti ne vogliamo", ha aggiunto a margine di un evento alla Fiera "Piu' libri, piu' liberi", che si tiene nel quartiere romano dell'Eur. E alla stazione dei carabinieri è arrivata in mattinata Roberta Pinotti."Solidarietà mia e di tutto il Governo per questo vile attacco, questo vile attentato che c'e stato questa mattina in una stazione dei carabinieri così inserita in questa comunità" ha dichiarato la ministra della Difesa. "Ritengo grave che si sia voluto colpire una stazione dei carabinieri. E' stato un rischio che poteva riguardare anche i cittadini", ha concluso.
Solidarietà e vicinanza ai militari è stata espressa anche dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti: "Sono certo che saranno al più presto assicurati alla giustizia gli autori di questo gravissimo atto intimidatorio".
Mentre un falso allarme bomba è scattato in mattinata in piazza Risorgimento. L'area, all'angolo di via Porcari è stata chiusa poco dopo le 9 per permettere agli artificieri di verificare un pacco sospetto proprio a due passi dal Vaticano e dalla basilica di San Pietro. Tutte le verifiche hanno dato esito negativo e poco dopo la strada è stata riaperta al traffico.
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