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Vaccini, il Tribunale di Reggio Emilia respinge ricorso di genitori-obiettori

Vaccini, il Tribunale di Reggio Emilia respinge ricorso di genitori-obiettori

REGGIO EMILIA - Ricorso respinto dal Tribunale di Reggio Emilia, e condanna a pagare le spese legali, per due genitori obiettori di coscienza in merito all'obbligo vaccinale, che avevano accusato di atteggiamento discriminatorio i Comuni di Carpi e Correggio e la Regione dopo che la bimba non era stata ammessa all'asilo.
I due genitori avevano fatto domanda di ammissione al nido della loro bimba sia al Comune di Carpi (Modena) che a quello di Correggio (Reggio Emilia), ribadendo però la loro posizione in merito ai vaccini e ritenendo discriminatoria sia la legge, che prevede che l'obbligo vaccinale sia la condizione necessaria per l'accesso alle scuole d'infanzia, sia la posizione delle due amministrazioni comunali che nella domanda di iscrizione chiedevano alle famiglie l'impegno a sottoporre i bambini alle vaccinazioni, limitando così l'accesso a scuola solo ai bimbi in regola.
Secondo il Tribunale di Reggio non sussiste alcun atteggiamento discriminatorio. “E’evidente come il sacrificio di una convinzione personale, imposto dall’obbligo vaccinale e dalla sua previsione quale condizione di accesso ai servizi per l’infanzia, è del tutto proporzionato e giustificato – si legge nelle motivazioni della sentenza - dall’esigenza di tutela di valori superiori. Di nessun pregio sono le considerazioni dei ricorrenti secondo cui al momento non vi sarebbe una 'emergenza sanitaria da rischio epidemico' tale da giustificare le misure adottate dal legislatore e, di conseguenza, dalla pubblica amministrazione, poiché 1) trattasi di affermazioni prive di qualsiasi fondamento, fattuale e scientifico, 2) se anche fosse vero che al momento la copertura vaccinale è superiore alla soglia ‘critica’, questo altro non sarebbe che un effetto virtuoso dell’obbligatorietà delle vaccinazioni. Il ché depone, a maggior ragione, per l’infondatezza della tesi dei ricorrenti".
Il Tribunale sottolinea inoltre nella sentenza che "la disparità di trattamento tra i bambini sotto i 6 anni e i bambini di età superiore a 6 anni" appare "del tutto rispondente ai principi di proporzionalità e ragionevolezza, in quanto giustificata dal fatto per cui i rischi di contagio più elevati si registrano tra i bambini che frequentano, per l’appunto, i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia che comunque frequentino luoghi in cui vi sia la presenza contemporanea di bambini di più famiglie".
"Sul tema delle vaccinazioni obbligatorie Regione ed ente locale – commenta Stefania Gasparini, assessore all'Istruzione a Carpi - si trovano di comune accordo nel ribadire la giustezza della linea perseguita in un campo così importante e che riguarda la salute dei nostri bambini”.
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