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Pizza per il riconoscimento Unesco si va ai supplementari: decisione sull' arte dei pizzaiuoli rinviata a domani

La decisione sull'iscrizione dell'Arte dei pizzaiuoli napoletani nella Lista rappresentativa dei Beni mondiali dell'Unesco slitta di alcune ore.
Il prossimo appuntamento con la decisione dei rappresentanti dei 24 Stati membri del Comitato Intergovernativo Unesco per la Salvaguardia del Patrimonio culturale immateriale, riuniti in Corea del Sud sull'isola di Jeju, è previsto per la prossima notte, dalle due alle 4 ora italiana. Lo slittamento è dovuto al protrarsi dell'analisi delle molte candidature internazionali al vaglio.
Ad annunciarlo, in un collegamento video con la Corea dal Comune di Napoli, è stato il presidente della Fondazione UniVerde Alfonso Pecoraro Scanio che, con l'Ambasciatrice, Vincenza Lomonaco, rappresentante Permanente d'Italia presso l'Unesco, sono in Corea per seguire i lavori, assieme alle associazioni protagoniste della candidatura e della raccolta delle firme a sostegno.
"Abbiamo buone possibilità, abbiamo lavorato bene e stiamo seguendo tutto passo dopo passo. Speriamo di dare soddisfazione sia a Napoli che all'Italia". Alfonso Pecoraro Scanio è in Corea dove domani potrebbe esserci la decisione sul riconoscimento, o meno, dell'Unesco all'Arte dei Pizzaiuoli napoletani.
Fa parte della delegazione guidata dall'ambasciatrice presso l'Unesco, Vincenza Lo Monaco, della quale fanno parte l'ambasciatore italiano a Seoul, ma anche Sergio Miccù, presidente dell'Associazione pizzaioli napoletani, Antonio Pace, presidente dell'Associazione verace pizza, nonché Gennarino Masiello, vice presidente della Coldiretti, e circa venti pizzaiuoli di scuola napoletana venuti dal Giappone, dall'Australia, dalla Corea e da Taiwan.
Il profilo è "cauto", dice all'Ansa Alfonso Pecoraro Scanio. L'Italia è "tra i paesi che ha ottenuto il più alto numero di riconoscimenti". Ecco perché dalla Corea l'invito è a non festeggiare prima che ci sia la decisione ufficiale.
"Continuiamo a seguire con la forza la candidatura forti dell'ottimo lavoro diplomatico - ha sottolineato - degli oltre due milioni di firme raccolte in tutto il mondo, frutto della petizione #pizzaUnesco promossa da me. E' la candidatura più popolare e l'Unesco tiene molto in considerazione la società civile".
"Si va ai supplementari sulla decisione dell'iscrizione dell'arte dei pizzaiuoli nel patrimonio Unesco perché c'è una grande discussione rispetto alle candidature". Commenta l'assessore alle Attività produttive del Comune di Napoli, Enrico Panini, dalla sala del Comune di Napoli in cui una rappresentanza dei pizzaiuoli e dell'Amministrazione comunale stava seguendo la diretta dalla Corea del Sud, dove è riunita la commissione Unesco competente.
"Noi - ha spiegato Panini - nutriamo grande fiducia che l'arte dei pizzaioli venga riconosciuta come patrimonio dell'umanità. Ci sono due milioni di firme, le associazioni dei pizzaioli e il Comune di Napoli in campo, insieme a Coldiretti in campo: la nostra diplomazia e il nostro governo sono uno schieramento potente in grado di conseguire un risultato che mette insieme la capacità nell'uso delle mani e dell'intelligenza e la capacità di innovare sempre un prodotto che è nato a secoli fa ma ogni giorno diventa diverso e sempre migliore".
Panini ha ricordato che l'iscrizione dell'Arte dei pizzaiuoli napoletani nella Lista rappresentativa dei Beni mondiali dell'Unesco porterebbe: "Un riconoscimento importante del mondo intero, perché considerare la capacità professionale e non il prodotto un patrimonio universale del mondo credo che allevi per un attimo quella fatica che ogni giorno si prova quando si spegne il forno. Nello stesso tempo rappresenterebbe un grande risultato per questa città, perché è vero che si mangia la pizza ovunque ma la pizza è nata a Napoli e porterebbe di nuovo una grande proiezione internazionale di questa città. In una città nella quale l'essere Maradona è un pò la caratteristica e quindi si lavora individualmente e non come squadra, è notevole che si sia creata una grande squadra con istituzioni, associazioni e singoli operatori"
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