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"Torre Piloti unica al mondo ad essere costruita in quel punto". L'atto d'accusa della procura di Genova ai costruttori

“Il posizionamento della Torre Piloti a cavallo o comunque in prossimità della banchina costituisce caso del tutto unico nel panorama mondiale”.

Comincia così l’atto di richiesta di rinvio a giudizio del pm Walter Cotugno (udienza preliminare fissata al 5 di aprile 2018) nei confronti di 17 soggetti per l’inchiesta bis sul crollo della Torre Piloti del maggio 2013 costata la vita a nove persone. L’indagine mette nel mirino la costruzione a filo di banchina, priva di qualsiasi protezione.

L’udienza preliminare coinvolgerà 15 persone accusate di omicidio colposo plurimo e crollo di edificio. E coinvolge in prima persona i vertici del Consorzio Autonomo del Porto (ora Autorità Portuale) di Genova, della Capitaneria di Porto, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici; più 2 società, la "Rimorchiatori Riuniti" e la "Corporazione Piloti" del porto di Genova, alle quali viene contestata la violazione delle norme sulla sicurezza dei lavoratori prevista dalla legge 231 sulla responsabilità amministrativa delle società.

La procura che in un primo tempo aveva chiesto l’archiviazione, a seguito dell’opposizione di Adele Chiello, madre di una delle vittime, Giuseppe Tusa, ha approfondito il caso pervenendo ad un esito completamente opposto anche a seguito delle consulenze di cinque periti, uno dei quali è un comandante della Guardia Costiera statunitense.

Scrive il pm Cotugno a proposito della collocazione della torre: “Sono stati tuttavia individuati svariati casi simili, in Italia ed all'estero, nei quali le autorità marittime hanno correttamente provveduto ad impartire, mediante appositi e specifici provvedimenti, tutta una serie di regole per la navigazione e le manovre finalizzate a ridurre i rischi. Ciò anche nello stesso porto di Genova ma solo in relazione ad altre fonti di pericolo. II pericolo determinato dal posizionamento, unico nel suo genere, della struttura de qua, invece, non è stato affatto valutato e non sono state adottate misure di regolamentazione finalizzate ad eliminarlo o quanto meno a ridurlo” poi una staffilata a chi comandava la Capitaneria di Genova il giorno della tragedia : “L'adozione di tali misure era compito primario del Comandante del Porto, e nel caso dell'Ammiraglio Angrisano”.
"Torre Piloti unica al mondo ad essere costruita in quel punto". L'atto d'accusa della procura di Genova ai costruttori

La foto postata nel 2012 sulla sua pagina Facebook dal sottocapo Fratantonio di una nave da crociera che sfiora la Torre. La foto e il messaggio sono negli atti dell'inchiesta
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Perché l’inchiesta bis si muove su due binari paralleli. Da un lato accusa i tecnici e i funzionari ministeriali e genovesi che costruirono e autorizzano la Torre in quel punto. Dall’altro contesta ai datori di lavoro delle vittime (Capitaneria, Piloti del Porto, Rimorchiatori) di non essersi accorti dei pericoli per i loro dipendenti e di non aver apportato migliorie in tema di sicurezza neppure nel 1999 quando una nave urtò la Torre, per fortuna senza conseguenze e neppure con il passare degli anni e l’aumentare delle dimensioni delle navi che rendevano Molo Giano sempre più vicino agli scafi in manovra come quello della Jolly Nero.

Non è neppure escluso che in un processo un giudice possa ritenere un errore di valutazione, una mancanza di sensibilità, l’operato dei tecnici che costruirono la Torre mentre potrebbe ritenere una negligenza quella dei datori di lavoro che si sono succeduti nel tempo e avrebbero dovuto accorgersi di un problema che in precedenza non era mai stato avvertito.

Ancora la procura: “Le consulenze hanno evidenziato chiaramente il mancato rispetto delle leges artis nella progettazione costruzione e collaudo della Torre e delle palazzine annesse. Il posizionamento della Torre " esponeva la struttura alle azioni

derivanti dall'impatto con le navi. Tale situazione era notoria e ben conosciuta nell'ambito della letteratura ingegneristica anche al momento della progettazione, costruzione e collaudo della Torre”.

E più avanti: “Anche le norme tecniche e quelle giuridiche prevedevano per progettisti costruttori e collaudatori di confrontarsi con questo rilevante aspetto legato alla sicurezza. Ciò malgrado la vantazione delle interferenze con le navi legate a più che prevedibili urti è stata del tutto omessa sia nella fase progettuale, da parte degli indagati facenti parte del Consorzio Autonomo del Porto (Autorità Portuale) sia da parte della commissione relatrice del Consiglio Superiore dei

lavori pubblici/ da parte del progettista per le strutture in cemento armato, da parte del collaudatore dell'opera. Tutti costoro hanno partecipato nelle rispettive fasi alla progettazione e costruzione della Torre in un luogo assolutamente esposto al contatto con le navi e hanno omesso di valutare, e di porre rimedio, ai rischi che tale collocazione, del tutto improvvida, determinava per la sicurezza delle persone presenti nella struttura”.
"Torre Piloti unica al mondo ad essere costruita in quel punto". L'atto d'accusa della procura di Genova ai costruttori

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Un processo, se ci sarà, tutto da discutere perché è anche vero che le condizioni dello specchio in cui venne effettuata la sciagurata manovra ella Jolly Nero quando venne costruita la Torre era assai più esteso , visto che negli anni seguenti tombamenti e nuovi moli lo hanno ristretto.
Gli indagati sono l'ex commissario e i dirigenti tecnici dell'allora Consorzio Autonomo del Porto di Genova: Fabio Capocaccia, Angelo Spaggiari, Paolo Grimaldi (ingegnere capo), Edoardo Praino, che avevano redatto il progetto precontrattuale per la costruzione. Poi, il presidente e i membri della sezione del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici che espressero parere favorevole al progetto: Ugo Tomasicchio, Mario Como, Giuseppe Parise. Ancora, il progettista Bruno Ballerini; il collaudatore Giorgio Mozzo. Nel mirino del pm sono finiti anche i datori di lavoro delle nove vittime: l'ammiraglio Felicio Angrisano e l'ufficiale Paolo Tallone (responsabile Prevenzione e Protezione) della Capitaneria di Porto; Giovanni Lettich, ex capo, e Sergio Morini, responsabile della sicurezza, dei Piloti del Porto e Gregorio Gavarone, presidente, e Roberto Matzedda, dirigente, della società Rimorchiatori Riuniti.
Va ricordato che per le avarie a bordo della Jolly Nero e gli errori in manovra il processo di primo grado si è concluso con le condanne del comandante della portacontainer Roberto Paoloni (10 anni e 4 mesi), il primo ufficiale Lorenzo Repetto (8 anni e 6 mesi), il direttore macchine Franco Giammoro (7 anni), e il pilota del porto Antonio Anfossi (4 anni). Tutte pene dimezzate rispetto alla richiesta del pm (assolto invece Giampaolo Olmetti, amministratore delegato della società Messina per il quale erano stati chiesti dalla Procura 17 anni).
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