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Inchiesta Expo, il sindaco Sala chiede il processo immediato: "Sono sicuro, dimostrer? la mia innocenza"

L'udienza preliminare era già stata fissata per la prossima settimana, il 14 dicembre. Ma adesso il sindaco di Milano Beppe Sala chiede ai giudici: "Voglio andare direttamente a processo con il giudizio immediato, sono certo della mia innocenza". La vicenda è quella dell'inchiesta della procura di Milano sui lavori per Expo - la cosiddetta "Piastra": Sala, che dell'Esposizione universale è stato commissario unico, è indagato per falso materiale e ideologico: secondo l'accusa, infatti, avrebbe retrodatato i verbali di nomina di due commissari di gara, e la procura ha chiesto per lui il rinvio a giudizio. Per questo avrebbe dovuto comparire davanti al giudice per le indagini preliminari la prossima settimana, assieme all'ex manager di Expo Angelo Paris, l'ex dg di Ilspa Antonio Rognoni, l'ex presidente della Mantovani Piergiorgio Baita, il presidente di Coveco (Consorzio Veneto Cooperativo) Franco Morbiolo e un dipendente di Metropolitane Milanesi, Dario Comini. Imputate come enti anche Coveco e la stessa Mantovani.
Ma, con un post sulla sua pagina Facebook, Sala ha comunicato la sua decisione. "Sono trascorsi più di cinque anni dai fatti che mi vengono imputati e le indagini preliminari, pur protratte per un periodo di tempo inusualmente lungo, non hanno evidenziato alcun elemento di prova idoneo a supportare l’accusa che mi viene mossa. In tanti atti è possibile leggere che mai nessuno è stato favorito, ma che l’unica finalità perseguita è stata quella di garantire il rispetto dei tempi per l’apertura dell’Esposizione Universale".
Ricorda, il sindaco, che questa vicenda ha avuto alterne valutazioni da parte della procura, che in un primo momento non l'aveva indagato, ed è questo uno dei motivi dello scontro avvenuto nei mesi scorsi tra alcune figure di spicco della procura milanese come l'ex procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e l'ex aggiunto Alfredo Robledo. A settembre scorso la procura generale ha chiesto di processare Sala, ma soltanto per la retrodatazione degli atti: nel frattempo, infatti, è caduta l'accusa più grave, quella di turbativa d'asta per l'appalto del verde.
"Poiché sono certo che verrà riconosciuta la mia innocenza ed è mia intenzione accelerare quanto più possibile i tempi del processo, ho dato mandato ai miei legali affinché chiedano che si proceda con giudizio immediato. Si tratta della modalità più rapida che la legge processuale prevede per arrivare velocemente all’accertamento nel merito delle ipotesi di accusa attraverso il vaglio dibattimentale. Da oggi il mio auspicio è che si arrivi in tempi rapidi ad accertare la verità e, quindi, la mia assoluta estraneità ai fatti contestati. Ho sempre agito per il bene comune e continuerò a farlo": questa la decisione del sindaco, che adesso dovrà essere valutata dal gup.
Se, infatti, la sua richiesta di saltare l'udienza preliminare e andare direttamente a dibattimento fosse accolta, in linea teorica i tempi del processo sarebbero più rapidi, perché si andrebbe direttamente in aula. Una mossa, insomma, per evitare i tempi (e l'esposizione mediatica) di un'udienza preliminare e per dare modo ai suoi legali di mantenere la posizione di Sala il più possibile distaccata da quella degli altri indagati: anche se non si può escludere che i giudici decidano comunque di riunire tutte le posizioni in un unico dibattimento.
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