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Bari, dottoressa violentata nella guardia medica: Procura impugna la scarcerazione

Bari, dottoressa violentata nella guardia medica: Procura impugna la scarcerazione
Il procuratore Giuseppe Volpe
Minacce di morte, violenza privata, violazione di domicilio. Ci sarebbero anche questi reati fra le accuse, oltre allo stalking e alla violenza sessuale, che la Procura di Bari contesterà per fare restare in carcere l'uomo che avrebbe perseguitato per mesi e violentato una dottoressa della guardia medica e che per una querela tardiva ha ottenuto la scarcerazione e gli arresti domiciliari. Gli inquirenti baresi stanno preparando il ricorso cercando tra le maglie del diritto, le motivazioni per cui Maurizio Zecca, 51enne di Acquaviva delle Fonti, debba restare in cella.
"Non siamo impazziti tanto da contestare un reato improcedibile perché denunciato troppo tardi. Stiamo predisponendo il ricorso", dice il procuratore di Bari, Giuseppe Volpe, annunciando che la Procura ricorrerà contro la decisione del Riesame che ha disposto la scarcerazione sulla base dei termini previsti dalla legge. La vicenda ha sollevato polemiche e critiche, tanto che in molti hanno chiesto una modifica normativa che intervenga allungando i termini o che renda procedibile d'ufficio il reato di violenza sessuale.
Lo ha fatto anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, che ha telefonato alla dottoressa, dicendosi convinta che "in caso di violenza sessuale l'onere per la denuncia non possa ricadere soltanto sulla donna che ne è stata vittima, perché è traumatizzata". Boldrini ha quindi auspicato che "si intervenga sulle legge o che in questi casi si proceda d'ufficio".
La storia è nota: il medico a settembre 2017 denunciò lo stalking e la violenza (che sarebbe avvenuta in ambulatorio nel dicembre 2016) da parte di un paziente che l'aveva persino minacciata di morte facendo esplodere il palazzo in cui vive. Le indagini della polizia, coordinate dalla pm Simona Filoni, hanno portato in poche settimane all'arresto di Zecca accusato di violenza e stalking. Il tribunale del riesame, però, accogliendo il ricorso del difensore ha disposto la scarcerazione ritenendo improcedibile il reato di violenza sessuale perchè la denuncia è stata presentata tre mesi oltre il termine previsto.
E' attorno a questo termine temporale, e al fatto che il reato di violenza sessuale non è perseguibile d'ufficio, che ruota tutta la vicenda giuridica. Un problema che la Procura cercherà di superare dimostrando che esiste una connessione tra la violenza e gli altri reati commessi e che sono invece perseguibili d'ufficio. Da parte sua il legale di Zecca, l'avvocato Filippo Castellaneta, conferma che "la linea difensiva non muta. Siamo comunque tranquilli". "Il mio cliente - dice - è persona incensurata e nega, al di là degli aspetti procedurali, ogni condotta violenta a lui addebitata".
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