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Edoardo, Sara e l'autismo: dai silenzi alle tele piene di colori

BOLOGNA - Edoardo non parla. Edoardo, 16 anni, va a scuola e spesso picchetta o striscia le dita sui fogli. Sara, 17 anni, ugualmente non parla, e ama tracciare con forza linee sulla carta, con matite o pennarelli, tanto da lacerarla. Edoardo e Sara hanno due cose in comune: hanno la sindrome da spettro autistico. E comunicano con i colori sulla tela.
La pittura, l'arte in generale, è per Edoardo e Sara "un'isola di abilità", spiega la neuropsichiatra infantile Paola Visconti nella prefazione del libro dedicato ai due giovani. E' il ponte che loro, grazie ai docenti, utilizzano per allacciare relazioni con adulti e compagni di classe. Laura Candura, insegnante di sostegno di Edoardo, un giorno si è soffermata su quel suo picchettare insistente, un gesto che pareva vuoto di significato, ma che, con una tavolozza a disposizione, è diventato per Edoardo un canale, un ponte appunto per trasmettere emozioni.
Edoardo e Sara, i colori sulla tela per affrontare l'autismo
Lo stesso ha fatto Simona Cascetti, che ha conosciuto Sara alle medie. Guardando quel suo insistere con le matite sui fogli ha studiato una strategia rispettosa dei tempi e dei modi di Sara "che piano piano, giorno dopo giorno, è diventata amica dei margini del foglio riuscendo a governare quel suo tratto, a tratti, troppo invadente. Il tutto, mescolato al colore accarezzato dal pennello, ha preso forma. Sui fogli sono nati i primi papaveri rossi, poi vasi di fiori ed ancora città e palazzi, alberi e rondini in volo". Questi scenari di comunicazione, queste parole interiori che Sara ed Edoardo trasformano in immagini, in un progetto condiviso da insegnanti e compagni di classe, sono raccolte in un libro, "Il T9 non si sbagliava!" (ed Il Fiorino), a cura di Roberta Buzzi.
Roberta è una giovane, energica mamma di Comacchio (Ferrara), terapista di professione, che è diventata un punto di riferimento per tante famiglie con ragazzi autistici, perché racconta su Facebook con sincerità e senza censure la sua quotidianità con Antonio, detto Totò, 4 anni e una diagnosi di autismo arrivata quando aveva 18 mesi. Nel suo nuovo libro (il secondo, dopo "Dolceamaro"), conduce il lettore per mano all'incontro con Edoardo e Sara, e il loro modo di comunicare. Per Roberta "quei dipinti silenziosi era pieni di parole. Andavano scritte, erano in attesa e assetate di inchiostro. Quei colori chiamavano poesia". Perché quel titolo che può suonare bizzarro? Nasce da un aneddoto personale. Roberta voleva dedicare un biglietto al suo Antonio all'alba dei suoi 4 anni. Ma il T9, il correttore automatico del telefono, ha corretto "autistico" in "artistico". Roberta si è soffermata a ragionare: forse non era un errore, in quell'inconsapevole correzione c'era un mondo da esplorare, qualcosa da rivalutare.
"Forse quelli rigidi siamo noi - scrive Roberta nel libro -. Legati alle definizioni dei manuali. Fissi su concetti e preconcetti. Incollati a vedere solo ciò che manca e miopi rispetto alle capacità che i nostri figli possiedono. Ci viene più facile voler togliere quel che secondo noi non è conforme, invece di investire su quel che può essere trasformato, reso funzionale per poi essere condiviso". Il suo libro vuole dimostrare questo, che scoprendo l'isola di abilità di ogni ragazzo affetto da autismo si può non solo tracciare un ponte, ma anche valorizzarne le qualità.
"Quel loro modo particolare di stendere la tempera sul foglio. Il picchiettare delle dita di Edoardo. Il pennello pieno di colore di Sara. Seppur intrisi di silenzi, hanno una loro intenzione, sono comunicazione". E dunque il libro curato da Roberta non vuole essere "la dettagliata cartella clinica" di due ragazzi autistici, ma "ci interessa raccontarvi i colori di Edoardo e Sara. Quelle sfumature di colore che diventano cielo o fuoco e che parlano per loro". "Tra il colore e il pennello, non esiste nessuna diagnosi ma solo un piccolo spazio che profuma di libertà - precisa Roberta - La nostra".
Il libro "Il t9 non si sbagliava", edizioni il Fiorino, prenotabile sul sito della casa editrice, sarà presentato a Bologna il 16 dicembre alle 16.30 presso la sala della musica San Petronio, corte Galluzzi 12/2.L'intero ricavato sarà devoluto ad Angsa Bologna, l'associazione genitori di soggetti autistici (info e prenotazioni: angsabologna@gmail.com).
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