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Deliveroo, la protesta dei fattorini mascherati di Milano : "Non siamo schiavi, no al cottimo"

"Mai più consegne senza diritti". Un urlo all'unisono quello dei rider di Deliveroo che hanno protestato davanti la sede milanese del colosso londinese del food delivery. Ma il grido, forse, è contenuto dalle maschere che indossano: "Sono l'emblema di quello che siamo per l'azienda, non abbiamo un volto, siamo un nulla". E non basta nemmeno il megafono ad amplificare la richiesta di un confronto, così i lavoratori sbattono le mani sulla vetrina trasparente per richiamare l'attenzione dei vertici, in particolare di Matteo Sarzana, general manager di Deliveroo Italia. Dentro ci sono i loro 'colleghi', quelli che lavorano seduti dietro a una scrivania. Ma nessuno apre le porte. Nessuno esce per dare qualche risposta. C'è solo un foglio in mostra con scritto: "Oggi lo sportello rider è sospeso".
Milano, i rider mascherati di Deliveroo: "Per l'azienda non abbiamo un volto, non esistiamo"
I fattorini che lavorano in bici anche come in questi giorni che minaccia neve hanno ricevuto una e-mail sul loro futuro contratto, che sì si rinnova ma dovrebbe passare da una retribuzione oraria al cottimo. I rider, perciò, hanno chiesto l'apertura di un tavolo con l'azienda per discutere dei contratti e dei loro diritti di lavoratori. Dallo stipendio, all'assicurazione fino alle ferie e ai contributi. "Per l'azienda siamo solo collaboratori - spiega un rider - quando superiamo i 5mila euro di guadagno in un anno abbiamo solo due strade: il licenziamento 'spontaneo' o l'apertura di una partita Iva''. "Con il pagamento orario (il minimo garantito è di 5,60 euro, ndr) riusciamo a guadagnare anche 9 euro all'ora, ma Deliveroo vorrebbe passare al pagamento per consegna", spiega un altro lavoratore. Che prosegue: "Lavoriamo in città dove spesso il clima non agevola chi fa consegne a domicilio su una bicicletta. E se per qualche motivo scivoliamo e cadiamo, non siamo nemmeno coperti da assicurazione".
"I lavoratori i questo modo sono ricattati dall'azienda, e di fronte a qualsiasi richiesta ricevono un no o vengono intimiditi", aggiunge un consulente del lavoro. Anche lui non dice il nome per paura di ritorsioni. "All'incontro di ieri per organizzare il presidio - prosegue - Deliveroo ha minacciato di negare i turni ad un rider se avesse preso parte alla protesta". Ma i fattorini di Deliveroo non si arrendono davanti alla chiusura da parte dell'azienda e stanno già provando a organizzare uno sciopero generale.
L'ultima volta, per rivendicare condizioni di lavoro migliori - dopo quelli di Foodora - avevano protestato lo scorso luglio. Solidali alla causa anche i dipendenti di altre città italiane e quelli di altre aziende di consegne a domicilio, come Just Eat e Globo, con i quali condividono le precarie condizioni di lavoro.
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