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Aggressioni con l'acido, la pg di Cassazione: "Il figlio di Martina sia affidato ai nonni materni, no all'adozione"

"I figli non si tolgono nemmeno ai mafiosi perchè ogni bambino ha diritto a crescere nella famiglia dove è nato": così il pg della Cassazione, Francesca Ceriani, che ha chiesto di affidare il figlio di Martina Levato ai nonni materni. In pratica, il pg ha chiesto di accogliere il ricorso con il quale i genitori di Levato (condannata a 20 anni per tutti i blitz applicando la continuazione per i reati contestati) hanno chiesto di ottenere in affidamento il nipote, nato nell'agosto 2015 quando la figlia era già in carcere.
"Anche se Alexander Boettcher e Martina Levato sono responsabili di crimini raccapriccianti - ha continuato - dare in adozione il loro figlio equivarrebbe a una non consentita operazione di genetica familiare, come se il piccolo fosse nato con una macchia. I nonni materni sono idonei a crescerlo e ne hanno diritto".
La protesta di Levato per il figlio: sciopero della fame
Il pg ha sottolineato anche che il comportamento dei nonni nei confronti del piccolo, attualmente affidato a una comunità del Comune di Milano, è stato finora irreprensibile: "Hanno avuto con lui 46 incontri, senza mancare mai a un appuntamento tutte le volte che era loro consentito, e chiaramente la significatività del rapporto deve essere calibrata rispetto al fatto che si tratta di un neonato". Se la Cassazione dovesse accogliere la tesi del pg, verrebbe annullata la decisione del Tribunale di Milano che ha dichiarato adottabile il piccolo.
Di visione diametralmente opposta è il Comune di Milano, che ha avuto in affido il bambino, e che chiede, invce, di respingere la richiesta: "Rispettiamo le figure di questi nonni - ha detto il legale rappresentante del sindaco Sala - ma l'impegno che vogliono assumersi è sproporzionato alle loro forze, al divario di età, alla durata pesante della pena alla quale sono stati condannati i genitori del bambino che non potranno quindi subentrare presto ai nonni, e al fatto che le aggressioni con l'acido che hanno compiuto denotano un totale deficit di senso civico che può certo essere colmato, ma solo attraverso un processo lungo e dall'esito incerto".
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