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Bari, infiltrazioni mafiose nell'azienda dei rifiuti Ercav: 20 comuni a rischio paralisi

Bari, infiltrazioni mafiose nell'azienda dei rifiuti Ercav: 20 comuni a rischio paralisi

La prefettura di Bari ha disposto l'interdittiva antimafia per la Ercav, società della famiglia Lombardi (di Triggiano) che gestisce la raccolta di rifiuti in decine di comuni pugliesi. Un provvedimento cautelare pesantissimo che prende spunto da un rapporto della Dia in cui emerge che la società Lombardi Ecologia srl (fallita nel giugno 2016) e la Ercav Srl "hanno un oggettivo e incontrovertibile legame che le accomuna". La decisione della prefettura nasce dall'inchiesta della Procura di Milano (uno stralcio di un'altra indagine partita dalla Procura barese, ma poi archiviata) per falsità ideologica, lottizzazione abusiva e truffa aggravata.
Nelle 15 pagine del provvedimento vengono elencati i procedimenti a carico di alcuni rappresentanti della famiglia Lombardi e viene ricordato che la società omonima era finita in concordato preventivo già due anni fa, con la successiva nomina dei commissari giudiziali. Non solo: il documento della prefettura cita anche un'indagine condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri di Lecce.
Da questa indagine emerge che il pregiudicato Gianluigi Rosafio e Tiziana Luce Scarlino (genero e figlia di un boss della Sacra corona unita, Giuseppe Scarlino, in carcere con condanna a ergastolo) "sarebbero stati costretti a versare all'ex sindaco di Botrugno, Silvano Macculi, la somma di 560mila euro quale parte di una tangente di un milione di euro per il tramite di Rocco Lombardi", amministratore della Lombardi ecologia, proprietaria unica delle quote della Ercav. Quella somma, secondo le indagini, era finalizzata all'aggiudicazione dell'appalto per la raccolta rifiuti nell'Aro06 dell'Ato Lecce 2.
Nell'interdittiva vengono elencati altri dipendenti dell'Ercav (ex dipendenti della Lombardi), pregiudicati o vicini ai clan baresi. Fra le 321 unità della società ci sono anche Gaetano Bellomo, contiguo per parentela al boss Savino Parisi, Gaetano Cassano (figlio del pregiudicato Biagio Cassano, sodale del clan Parisi) e Tommaso Parisi (figlio di Giuseppe, alias Mames, e nipote di Savino Parisi). Fra i dipendenti anche personaggi legati al clan bitontino Zonno, come Domenico Cavalieri Foschini, pluripregiudicato per spaccio di stupefacenti (condannato in primo grado a 16 anni con l'accusa di tentato omicidio) e Biagio Campanale.
Non a caso nell'interdittiva si fa notare che "sussistono concreti e attuali elementi indicatori di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società Ercav e di collegamenti della medesima con la criminalità organizzata". Questo il motivo che ha spinto la prefettura a far scattare l'interdittiva. Un provvedimento che potrebbe avere conseguenze nella raccolta rifiuti soprattutto in provincia di Bari e Lecce. Sono più di 20 i Comuni che hanno affidato la raccolta rifiuti alla Ercav: il rischio è che si possa paralizzare la gestione del sistema in queste amministrazioni.
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