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Niccol? Argentieri: "Da prof dico che la preside sbaglia tutto"

Niccol? Argentieri: "Da prof dico che la preside sbaglia tutto"

ROMA. "L'uscita della preside, che ha parlato di "clima mafioso", ha prodotto un effetto negativo a scuola. Ha dispiaciuto la stragrande maggioranza degli studenti: ognuno di loro si aspetta di essere riconosciuto nella sua unicità. Non si può parlare genericamente di studenti del Virgilio. Senza contare che se si ha il sospetto che si siano configurati dei reati, vanno denunciati alla magistratura, non certo sui giornali". Niccolò Argentieri, 53 anni, da otto anni insegna matematica e fisica al liceo romano di via Giulia. Il professore misura le parole, ma esprime il disappunto condiviso dagli oltre 100 colleghi con i quali oggi si riunirà in assemblea per capire come difendere la reputazione della scuola.
La preside ha tratteggiato i contorni di una situazione fuori controllo. È così?

"Per nulla. Il Virgilio è una realtà molto complessa ed eterogenea. I 1.400 studenti iscritti provengono dal centro storico, come dalle periferie. Perfino da Cerveteri e Santa Marinella. Non sono certo figli di papà come qualcuno vuol far credere. Qualunque descrizione che non tenga conto di queste differenze è poco rispettosa e miope".
C'è però una componente che per la preside attraverso il Collettivo imporrebbe la propria visione agli altri.

"Il Collettivo studentesco è un luogo di incontro al quale possono aderire tutti, non serve sottoscrivere una tessera per farne parte. Negli anni passati ho avuto come alunni due portavoce e ancora oggi ci parlo quotidianamente con reciproco rispetto. Se venissi a sapere che ci sono persone che mancano di rispetto alla democrazia, li denuncerei alla giustizia, non sui giornali".
Durante l'occupazione però gli episodi di spaccio si sono verificati.

"Quando la scuola è occupata non sono più gli organi scolastici a dover vigilare. Indubbiamente è possibile che siano stati commessi dei reati, a iniziare dall'ingresso di persone esterne. In tutti i casi la preside ha la facoltà di avvisare le forze dell'ordine".
È vero che ci sono genitori che contestano i provvedimenti disciplinari e le multe ai ragazzi che fumano a scuola?

"Io insegno in quattro classi, ma a scuola ne abbiamo in tutto 55. Su 2.600 genitori è possibile che una parte interferisca in maniera più decisa sulle nostre decisioni. Io, finora, problemi del genere non ne ho mai avuti".
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