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Putignano, arrestati i tre bulli che fecero irruzione a scuola e presero a schiaffi il preside

Tre giovani, due appena maggiorenni e uno di 22 anni, sono stati arrestati e messi ai domiciliari dai carabinieri perché accusati di avere aggredito l'11 ottobre scorso il preside di una scuola media Parini di Putignano, Franco Tricase, ex sindaco di Castellana Grotte, all'interno dell'istituto.
Sono tutti putignanesi e già noti alle forze dell'ordine: Nicholas Fallacara, appena maggiorenne; un altro 18enne, G.G., il più agguerrito del gruppo, che con un ceffone aveva mandato il preside al pronto soccorso, e Luca Martucci, il più grande dei tre già agli arresti domiciliari dal 30 ottobre per spaccio di droga. I tre sono finiti ai domiciliari su disposizione della gip Valeria La Battaglia, che ha accolto la richiesta del pm Marco D'Agostino.
Secondo gli inquirenti, all'origine del raid costato quattro giorni di prognosi al preside c'è un litigio fra lo studente di una prima - che ha avuto la peggio - e quello di una seconda classe della scuola, fratello di uno dei diciottenni. Il litigio risale alla mattina di martedì 10 ottobre: "Futili motivi", spiegano i carabinieri. L'indomani, però, la madre dello studente più piccolo ha accompagnato il figlio a scuola per chiedere spiegazioni al compagno e denunciare l'accaduto al dirigente.
Un'offesa per la madre dell'altro minorenne, il ragazzino di seconda. Che "indispettita aveva fatto irruzione nell'ufficio di presidenza e inveito contro un funzionario", spiegano i carabinieri: voleva il nome della mamma che si era permessa di rimproverare il figlio più piccolo.Ma al rifiuto della scuola è seguito il blitz. "I tre hanno prima strattonato e spinto la collaboratrice scolastica che era all'ingresso dell'istituto, poi hanno fatto irruzione nell'ufficio di presidenza".
Prima di andar via, però, il 18enne "più agguerrito" aveva avvertito di non denunciare l'accaduto ai carabinieri, altrimenti le conseguenze sarebbero state altre. È andata diversamente, anche grazie alle telecamere di videosorveglianza. Ora tutti e tre dovranno rispondere di lesioni personali aggravate, violenza e minaccia a pubblico ufficiale.
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