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Uranio, Guariniello ai deputati: "Accertati reati non prescritti, trasmettete atti ai pm"

ROMA - "La commissione Uranio ha scoperto reati non ancora precritti, trasmettete le notizie di reato ai pm competenti". Raffaele Guariniello, consulente della commissione parlamentare presieduta da Giampiero Scanu, ha messo 'sotto accusa', per così dire, il sistema di tutela della sicurezza dei luoghi di lavoro del ministero della Difesa. Nella sua audizione in corso a San Macuto ha denunciato i reati che a suo dire sono emersi nei due anni di lavori della Commissione parlamentare che ha svolto una ampia indagine sulla salute dei militari. All'indice la "giurisdizione domestica" della Difesa dove la valutazione dei rischi viene fatta non da enti esterni e terzi, ma all'interno della stessa amministrazione con clamorosi corto circuiti per cui le notizie di reato vengono raramente o mai trasmesse alle procure.
GUARINIELLO: "EMERSE NOTIZIE DI REATO NON PRECRITTE"

"In questi due anni - ha dichiarato l'ex pm - abbiamo scoperto che anche i militari fanno parte dei 'deboli' che la giustizia deve tutelare. In questi due anni abbiamo ascoltato dolenti storie di amianto, radon, uranio impoverito, e abbiamo ascoltato non solo storie di morti ma anche storie ancora senza morti. E tuttavia storie di mancata osservanza delle norme a tuela dell'ambiente, della vita e del lavoro. E in queste storie, da eterno pubblico ministero, non ho potuto non cogliere notizie di reato: dall'omicido colposo all'omissione delle cautele anti infortunistiche, dal disastro a violazini del testo unico sulla sicurezza del lavoro. Ipotesi di reato non sempre prescritte".
• "I 'DOCUMENTI VALUTAZIONE RISCHI' MAI FATTI O PRESENTATI IN RITARDO"

"Il responsabile del Coordinamento centrale del servizi di vigilanza e protezione della Difesa - ha spiegato Guariniello - su mandato di questa Commissione, ha richiesto a tutti i datori di lavoro delle Forze Armate se avessero provveduto a elaborare la valutazione rischi e a redigere il relativo documento di valutazione dei rischi. Andando la leggere le risposte scritte di questi datori lavoro, si scopre che 163 datori di lavoro hanno datato il loro documento nel 2016, in particolare negli ultimi mesi tra ottobre, novembre e dicembre. E per 25 addirittura nel 2017. Ricordo che l'omessa o ritardata redazione del 'documeto valutazione rischi' viola l'articolo 28 del decerto 81 del 2008, violazione penalmente sanzionata a carico dei datori lavoro. Violazine naturalmente che l'organo di vigilanza è tenuto a denunciare per non incorrere nel reato di omessa denuncia, reato 361 del codice penale. Ipotesi di reato che non sono assolutamente prescrite".
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