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Taranto, un fiume rosso lungo le strade vicino all'Ilva: "Qui il vento e la pioggia fanno paura"

TARANTO - Un fiume di colore rosso che attraversa le strade del porto nella zona adiacente all'Ilva e si dirige verso il mare. E' quello fotografato a Taranto, nella zona vicino al cosiddetto 'quarto sporgente' dell'area di proprietà del siderurgico: è una delle due banchine (sotto sequestro giudiziario con facoltà d'uso) sulle quali le navi cariche di minerali attraccano per scaricare le materie prime destinate al ciclo integrale dell'acciaieria. Un torrente provocato dalla pioggia abbondante e dalle polveri che ha fatto il giro del web dopo essere stata pubblicata dalla pagina Facebook 'Solo a Taranto'.
A condividerla è stato anche il gruppo 'Genitori tarantini', che l'ha inoltrata al premier Paolo Gentiloni e ai ministri Carlo Calenda e Gianluca Galletti con un messaggio: "A Roma decidete come affossare ancora di più le legittime richieste di un futuro compatibile con il territorio, di tapparvi le orecchie e gli occhi davanti alle evidenti perversioni che impediscono ai tarantini di godere di tutti i diritti previsti dalla stessa Costituzione, che voi per primi dovreste rispettare. Qui a Taranto (Italia) vento e pioggia fanno paura".
Un'immagine sconvolgente per i più, ma che risulta consueta per chi nell'area del porto lavora: "La banchina è sotto sequestro da diversi anni - conferma Francesco Maggio, delegato Fiom - e ci sono una serie di prescrizioni legate a quel provvedimento che sono tutt'ora da ottemperare. Avrebbero dovuto ultimare alcune opere per la raccolta delle acque meteoriche, ma anche a causa del sequestro non sono state ancora completate. Per noi è una scena piuttosto comune vedere polveri e acqua rossa coprire l'intera zona".
Fra le prescrizioni alle quali l'Ilva si deve attenere c'è quella della raccolta dell'acqua piovana oltre alla copertura integrale dei nastri che trasportano il minerale dal porto allo stabilimento, ferma al 65 per cento (mancano ancora 20 chilometri). Il vicesindacom di Taranto, Rocco De Franchi, attacca: "Tra le varie immagini che girano in rete, questa è impressionante. Qualcuno darci spiegazioni chiare ed univoche. I commissari dell'Ilva hanno rispettato tutte le prescrizioni? A che punto sono le opere di messa in sicurezza? Questa amministrazione non teme nulla ed esige rispetto per la città".
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