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Comune di Bari, sulla scheda del voto segreto spunta l'offesa sessista a una consigliera

Quando il consigliere comunale Michele Caradonna, incaricato dello spoglio, prende dall'urna la scheda di votazione fa fatica a credere quello che c'è scritto. "Irma...", comincia a leggere. Ma subito si interrompe. Visibilmente in difficoltà. "Scheda nulla". si affretta a dichiarare con imbarazzo il presidente dell'aula, Pasquale Di Rella. A quel punto è la consigliera di opposizione Irma Melini, che sa benissimo di non avere onominimie in aula, a pretendere che venga letto quanto scritto per sapere che insulto le fosse stato abbinato. "Irma la troia": leggono dal banco della presidenza.
Uno dei 23 consiglieri comunali di Bari che hanno partecipato al voto per l'elezione dei componenti della giuria popolare ha scritto proprio quella parolaccia odiosa e sessista abbinata al nome della collega eletta fra i banchi del centrodestra. Non un hater qualunque sui social network, ma proprio un consigliere comunale eletto a Palazzo di città. E' Melini allora ad alzarsi e a uscire dall'aula. Con lei abbandonano l'assemblea anche le altre (e poche) donne elette. "Il mio è stato un tentativo di tutelare l'immagine della consigliera - spiega il presidente Di Rella - ecco perché non volevo leggere il messaggio. E' mio dovere esprimere solidarietà e denunciare l'assoluto degrado dimostrato nel corso di questa votazione in un'aula che meriterebbe molto meglio".
Poi Caradonna prende l'iniziativa e chiede lo stop dei lavori. "Quando ho aperto la scheda non riuscivo a credere ai miei occhi. Volevo evitare che in questo consiglio potesse essere lanciato questo messaggio vergognoso nei confronti di una donna. Non siamo in grado di essere rispettosi delle persone: è un attacco ingiustificato". Il consiglio comunale viene sospeso: una pausa che dura però soltanto cinque minuti.
Il sindaco Antonio Decaro è intervenuto immediatamente sulla vicenda: "Sono qui a esprimere la mia solidarietà alla consigliera Irma Melini non in quanto uomo, ma in quanto rappresentante delle istituzioni. Chi ha scritto quella parola offensiva, sessista e stupida su quella scheda ha sporcato l'aula consiliare stessa, ha svilito l'istituzione che rappresentiamo, a questo punto mi viene da dire, indegnamente. Mi auguro che la consigliera Melini vorrà accettare la solidarietà mia e della giunta e le scuse dell'intero consiglio comunale".
"A tutti vorrei ricordare che nell'aula Enrico Dalfino si è esercitata la politica e l'amministrazione nelle sue forme più nobili - ha proseguito il sindaco - ed è a quell'esempio che dobbiamo tutti guardare. Possiamo scontrarci, lottare per le nostre idee, portare avanti con passione le nostre convinzioni, ma dobbiamo farlo nel rispetto del ruolo che ricopriamo e delle persone che abbiamo l'onore di rappresentare. Se non saremo capaci di fare questo potremo ritenere fallito il nostro compito di uomini e donne prima che di politici".
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