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Torino, il procuratore Spataro riceve Giulia, la ragazza insultata sul bus per motivi razziali

"I testimoni di violenze e discriminazioni non rimangano vilmente inerte". È questo l'appello lanciato dal procuratore capo di Torino, Armando Spataro, che questa mattina ha ricevuto Giulia, la promessa del basket insultata e presa a calci mentre andava a scuola in autobus perché di colore. La quindicenne, che aveva denunciato l'episodio ai carabinieri, è andata in procura accompagnata dai genitori: "Ho voluto incontrare, con altri magistrati, Giulia ed i suoi genitori - spiega Spataro in un comunicato - A nome dell’intera procura, le ha assicurato ogni possibile impegno investigitivo e manifestato forte solidarietà, sincera e doverosa come deve essere nei confronti di chiunque sia vittima di qualsiasi tipo di discriminazione".
Il procuratore capo ha donato a Giulia, il nome di fantasia, una foto da cui Norman Rockwell ha tratto la sua storica illustrazione “The Problem We All Live With” del 1964. Ritrae una bambina di colore, Ruby Bridges, 6 anni, accompagnata dal Marshals Service a scuola, in esecuzione di una sentenza della Corte Suprema che pose fine all'apartheid in Louisiana, obbligando la scuola elementare di New Orleans che ne aveva rifiutato l'iscrizione ad accogliere la studentessa. "In questo quadro c'è tutto: la legge, prima di ogni altra cosa - spiega Spataro - poi c'è l'arroganza di chi mal sopporta la forza della legge e per questo insulta la piccola, vergando sul muro l'insulto 'Nigger'. Ma ci sono anche l'orgoglio e il coraggio di chi si affida alla legge, procedendo a petto in fuori e a testa alta".
A Giulia è arrivata anche la decisa solidarietà di
Torino, il procuratore Spataro riceve Giulia, la ragazza insultata sul bus per motivi razziali

L'immagine pubblicata dal ct Marco Crespi
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Sul caso gli investigatori procedono contro ignoti con l'accusa di violenza per motivi razziali: "La speranza dell’ufficio è che non solo possano avere successo gli accertamenti per individuare il responsabile dei fatti - conclude Spataro - ma persino che costui si presenti spontaneamente presso i Carabinieri per farsi identificare e per scusarsi".
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