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Roma, liceo Socrate: minacce alla preside. "Datte e mori". Lei denuncia e risponde con una circolare

Hanno preso un paio di forbici e, dopo aver ritagliato qualche lettera da un giornale, le hanno attaccate su un foglio per poi fotocopiarlo e indirizzarlo alla loro preside: "Milena datte e mori" (cioè: "Vattene e muori"), c'era scritto. È accaduto al Socrate, tra i cui corridoi sabato è stata rinvenuta una lettera indirizzata a Milena Nari, da tre anni dirigente scolastica del liceo classico e scientifico alla Garbatella.
Lo stesso che dal 2 novembre e per circa una settimana è stato occupato dagli studenti, dopo che da inizio anno scolastico gli alunni sono aumentati di circa 300 unità rispetto al 2016. Un problema di sovraffollamento, insomma, secondo i ragazzi, che però prima di liberare la scuola avevano (ri)trovato un dialogo con la preside - nonostante nel documento che accompagnava l'occupazione avessero chiesto che Nari fosse sollevata dal suo incarico di dirigente - che si era detta disposta a venire incontro agli studenti nel trovare al più presto una soluzione al problema legato agli spazi.
Questione che era addirittura finita anche sulle scrivanie della Città Metropolitana, già impegnata da giorni nella ricerca di aule libere in qualche scuola vicina. A quanto pare, però, non tutti gli alunni sono rimasti soddisfatti: non si sa ancora chi abbia inviato la lettera alla preside Nari, ma le circostante e gli ultimi avvenimenti farebbero pensare che il gesto sia proprio da attribuire a qualche studente un po' troppo goliardico, anche se i rappresentanti d'istituto hanno dichiarato, insieme ai genitori, piena solidarietà alla dirigente. Nari, tra l'altro, non si dice troppo stupita.
"Non è la prima volta che accadono queste cose al Socrate", dice la preside, che sul groppone ha anche un esposto da parte di ignoti per violazioni di norme di sicurezza, ricordando un graffito offensivo che solo pochi mesi fa le fu "dedicato" su uno dei muri adiacente alla scuola di via Padre Reginaldo Giuliani 15. "Mi è anche capitato di finire al pronto soccorso", aggiunge. Senza voler però dare ulteriori dettagli: "Non chiedetemi altro, non voglio espormi ulteriormente". E sulla lettera di minaccia che le è stata recapitata dice: "È secretata e in mano alla Digos. Posso solo dire che era più lunga e che metteva in mezzo anche altre persone. Ma non professori". Proprio al Socrate, tra l'altro, non più tardi di quattro anni fa due studenti, bocciati, diedero fuoco ad alcune aule.
E per "rispondere" al messaggio, la preside ha scritto una circolare e l'ha piazzata in bella vista sul sito della scuola. Una replica quasi tragicomica: "Sul morire non posso dare rassicurazioni - scrive - ma prima o poi mi toccherà". E per il resto: "Mancano 154 giorni al termine dell'anno scolastico e lì voi (si rivolge agli studenti, ndr) e io dobbiamo arrivare. Certamente, a giugno, chiederò di andarmene e sono sicura che i miei superiori, stanchi di tutte le seccature che ho procurato loro, mi sposteranno", conclude Nari, a cui è appunto arrivata la piena solidarietà dei genitori e dei rappresentanti d'istituto e della Consulta, "Questo è un atto vile e mafioso che non ha nulla a che fare con la nostra mobilitazione. Quest'infamia non appartiene al Socrate, né alla sua tradizione di scuola democratica e antifascista, né alla sua storia politica fatta di dialogo, di assemblee, di rispetto reciproco".
Sul sito della scuola, è stato anche pubblicata una nota da parte dei docenti. "Siamo profondamente colpiti e indignati dalle minacce che la dirigente scolastica, Milena Nari, ha subito attraverso una lettera anonima. Non é possibile pensare che un qualunque dissenso possa sfociare in un grave atto intimidatorio di tale portata. Chi l'ha scritta dimostra di essere una persona di evidente codardia e incapace di esprimere apertamente le proprie idee, fondamento di una società civile e democratica. Noi docenti condanniamo fermamente l'accaduto ed esprimiamo la nostra piena solidarietà alla dirigente scolastica, con l'auspicio che non si ripetano in futuro tali intollerabili episodi".
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