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"Le botte servono a dare la sveglia ai giornalisti": frase choc del presidente dell'Anpi di Imola

BOLOGNA - Dopo i fatti di Ostia e l'aggressione al giornalista Daniele Piervincenzi della trasmissione "Nemo", a scatenare le polemiche in Emilia sono state le parole del presidente dell'Anpi di Imola, Bruno Solaroli, che su Facebook è intervenuto sulla vicenda commentando un post: "Non è il male se qualcuno viene menato e soprattutto fra chi fa informazione. Suona la sveglia".
• "UNA PROVOCAZIONE"

"Ho detto che le botte non sono un male se servono a qualcuno - ha spiegato al telefono Solaroli, ex sindaco di Imola - anche a chi fa informazione, per dare la sveglia sul pericolo rappresentato dal fascismo e dal neo fascismo, mettendo finalmente in moto un'adeguata reazione antifascista". Una sorta di "provocazione" che è stata avvertita però come una nota stonata in un momento in cui emerge tutta la difficoltà di difendere la libertà di stampa. "Lo so, è stata una battuta sbagliata - ammette Solaroli - e del resto è l'inganno di Facebook. Sei lì con il telefonino, vedi una notizia e ti viene l'impulso di commentarla, "tac tac tac" con una battuta. Adesso mi attaccano la Lega e i grillini, ma io sull'antifascismo sono tranquillo, la mia vita parla per me".
• "NON ERA UN ATTACCO ALLA STAMPA"

A 78 anni Solaroli presiede l'Anpi di Imola e assicura di aver "contribuito al rilanico delle attività dell'associazione", ma il problema più profondo che emerge in questi frangenti è quello del rispetto della funzione e dell'indipendenza dei giornalisti nella vita democratica di una comunità. "Ma non era affatto un attacco alla stampa - dice Solaroli - sono giornalista anche io, sono iscritto all'ordine, non mi sognerei mai di attaccare la categoria. Il punto è che c'è chi sottovaluta il problema dei rigurgiti neofascisti e qualcuno che non fa il suo mestiere".
• "HO SBAGLIATO"

Da più parti sono arrivate richieste di "provvedimenti" nei confronti di Solaroli, ma il presidente glissa. "Si è riunito il direttivo dell'associazione - spiega - abbiamo convenuto che ho commesso un errore ma la mia era una battuta. Io qui continuo a "badare il barile", facendo di tutto per impedire che Forza Nuova attecchisca anche a Imola, perché il rischio c'è. Io avverto con drammaticità un rischio reale e non mi sembra che corrisponda una reazione consapevole e adeguata. Per questo il ruolo della stampa è fondamentale".
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