Autorizzazione

 
  •  Morto il famoso astronomo ucraino, Klim Churyumov 
  •  Nella galassia c'è anche il "terzo incomodo" 
  •  Pubblicato il progetto del comunicato finale del vertice del G20 
  •  A Kiev, stanziati 40 milioni di dollari per l'installazione dei contatori di calore nei condomini 

Elezioni Sicilia, Messina: arrestato per evasione fiscale il neo-deputato regionale De Luca (Udc)

Elezioni Sicilia, Messina: arrestato per evasione fiscale il neo-deputato regionale De Luca (Udc)
Cateno De Luca
Appena il tempo di chiudere le urne e un nuovo scossone politico giudiziario scuote Messina con l'arresto del primo deputato regionale appena eletto, che peraltro venerdi sera, nel comizio conclusivo della campagna elettorale in favore di Nello Musumeci, aveva annunciato la sua intenzione di candidarsi a sindaco di Messina. La nuova Assemblea regionale dunque conta già il primo deputato arrestato. Era nelle file dei cosiddetti "impresentabili" del centrodestra.
Cateno De Luca, ex deputato regionale appena rieletto nelle file dell'Udc, dunque nello schieramento di centrodestra, con 5.418 voti, è finito agli arresti domiciliari per una brutta storia di evasione fiscale. In esecuzione di un provvedimento emesso dal gip di Messina Monica De Francesco, militari del nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza e della compagnia dei carabinieri di Messina sud lo hanno arrestato come promotore di un'associazione per delinquere finalizzata alla realizzazione di un'evasione fiscale da un milione e 750mila euro. Arresti domiciliari anche per Carmelo Satta. Il giudice ha disposto anche il sequestro preventivo per equivalente sia nei confronti dei due arrestati che della società Fenapi, attorno alla quale sarebbe stata imbastita la truffa. Gli arresti erano stati chiesti nell'agosto scorso dalla procura di Messina, guidata da Maurizio de Lucia.
Le indagini hanno individuato un intreccio societario che faceva capo alla Fenapi, riconducibile a De Luca e Satta, e alla Federazione nazionale autonoma piccoli imprenditori, utilizzato per un sistema di false fatture che avrebbe consentito l'evasione di imposte dirette e indirette. Secondo l'accusa, la Federazione nazionale piccoli imprenditori imputava costi inesistenti alla Fenapi, che poi le trasferiva l'imponibile utilizzando il regime fiscale di favore di cui gode. Indagate a piede libero altre otto persone.
IL PERSONAGGIO / "Scateno", il golden boy candidato a tutto
Il leader di Sicilia Vera, questo il nome del suo schieramento, era già stato arrestato nell'ambito dell'inchiesta per i lavori realizzati a Fiumedinisi, il paese del Messinese di cui era sindaco e dove le sue aziende edili si sono aggiudicate i lavori. La Procura ha chiesto la sua condanna a 5 anni e a 4 anni per suo fratello Tindaro. De Luca aveva proposto ricorso in Cassazione per spostare il processo a Reggio Calabria, ma la sua istanza è stata respinta e il processo attende ora la sentenza a Messina nelle prossime settimane.
La prima reazione politica arriva da Rosy Bindi, presidente della commissione Antimafia. "Questo è un fatto gravissimo - dice - ma non è

il primo, auguriamoci che possa essere uno degli ultimi. L'esito della nostra inchiesta sarà reso noto non appena completato. Il nome di De Luca - sottolinea Bindi, in riferimento al lavoro della commissione sugli "impresentabili" - era un nome non solo segnalatoci dal candidato Cancelleri, ma anche dalla prefettura e dalla procura competente. È l'ennesima dimostrazione che gli strumenti di cui disponiamo per tutelare l'elettorato attivo e passivo nel nostro Paese sono insufficienti".
"E' evidente - sottolinea Rosy Bindi - che chi è candidabile ma non eleggibile comunque droga il risultato delle elezioni, perché il consenso raccolto, anche nel caso in cui la persona di fatto ineleggibile non venisse eletta, interviene ad alterare il risultato".
lascia un commento
Video del giorno
Notizie
  • Ultimo
  • Leggere
  • Commentate
Calendario Materiali
«    Октябрь 2020    »
ПнВтСрЧтПтСбВс
 1234
567891011
12131415161718
19202122232425
262728293031