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Milano, i predoni dei computer: raffica di furti nelle universit?

"Attenzione. Chiudete sempre la porta a chiave. Qui rubano i portatili". I corridoi della Bicocca sono pieni di cartelli come questi. Avvisi scritti a mano e affissi con lo scotch sulle porte. A tappezzare le aule però non è il personale dell'università ma sono i dottorandi, stanchi dei continui furti che dall'inizio dell'anno si verificano all'interno dell'ateneo. Non solo nei laboratori ma anche nelle aule studio e negli uffici dei docenti. "Vengono qui e fanno spesa", denuncia Sara Giani Tagliabue, rappresentante dei dottorandi. Tanto che una volta "hanno forzato la serratura e portato via 12 computer in una classe del dipartimento di Biologia". A essere presi di mira sono soprattutto gli edifici in Piazza della scienza. "Ma il problema è diffuso in tutta l'università", assicura la ragazza. Sospetta che i dispositivi vengano rivenduti online. Perché a sparire sono solo notebook e non computer fissi. "Su siti come Subito. it, Ebay o Kijiji abbiamo visto molti annunci di computer senza disco fisso".
Al Politecnico, invece, gli studenti si avvisano con il passaparola e sulle bacheche i biglietti sono scritti dagli sfortunati che sono stati presi di mira. Aspiranti architetti e ingegneri che il computer lo usano più di carta e penna, e su cui hanno salvato progetti e lavori di tesi. E così, disperati per aver perso tutto durante una pausa caffè o una tappa al bagno, si rivolgono ai ladri offrendo loro "ingenti somme" pur di riavere indietro quello che per tutti al campus Leonardo, in zona Piola, è il primo strumento di lavoro. Ma, nonostante i tanti appelli, nessuno è mai stato ricontattato. "In un giorno sono spariti anche sei computer", denuncia Tommaso Cigognetti, rappresentante degli studenti di Architettura. Il picco tra maggio e giugno, quando le aule studio sono più affollate per gli esami.
Anche qui, come in Bicocca, la situazione dura da tempo, ma adesso "è diventata insostenibile - spiega Stefano Robbiani, rappresentante di Ingegneria - solo nell'ultimo mese ne sono spariti cinque". Furti sistematici ai danni degli studenti che a volte sono stati costretti a posticipare presentazioni di progetti o, in alcuni casi, a riscrivere la tesi, vedendosi così posticipata la laurea. "Sono all'ordine del giorno. Ormai non ci fidiamo più di nessuno, ma è brutto che ci sia questo clima in università" dice la rappresentante Agnese Arrighetti. Perché "nelle aule studio entra chiunque. Spesso sono poco sicure e il personale che dovrebbe controllare non è sufficiente", denuncia Pierluigi Di Florio, rappresentante di Urbanistica, che spiega come a sparire sono anche smartphone, macchine fotografiche e tablet. Anche in biblioteca, dove si entra solo con il badge, che non sembra un deterrente per i ladri. "Li rubano o li clonano. Entrano e portano via tutto quello che trovano sui tavoli". L'ultimo a essere stato derubato è Riccardo Colella, studente di Ingegneria informatica. "Hanno aperto lo zaino mentre ero a lezione e mi hanno portato via il computer".
Un problema a cui il Politecnico, dopo le numerose denunce, ha risposto con un'assicurazione, che partirà da gennaio. "Sarà obbligatoria e coprirà i furti che i ragazzi subiranno all'interno dell'ateneo". Il costo è di 15 euro e sarà incluso nelle tasse scolastiche. "Gli studenti potranno essere risarciti fino a un massimo di 1.500 euro", spiega il direttore Graziano Dragoni. E così, mentre il Politecnico si sta attrezzando con una polizza ad hoc, in Bicocca stanno ancora lavorando a una strategia. Allo studio, fa sapere l'ateneo, c'è un sistema, da mettere a disposizione degli studenti, "per rendere tracciabili i dispositivi informatici all'interno del campus". Per adesso però "si respira un clima di terrore", dice Tagliabue. "Tutti chiudono a chiave uffici e laboratori quando escono anche solo per dieci minuti ". E, aggiunge Giulia Bosio, dottoranda derubata, "ci sentiamo abbandonati a noi stessi. Abbiamo sollevato diverse volte il problema. Ci è stato risposto che non c'è possibilità di migliorare le situazione". Intanto c'è chi, come Alice Spada, dottoranda in Sociologia, dopo l'ennesimo furto, non abbandona mai il computer: "Me lo porto anche in bagno".
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